ALLA RICERCA DELL’EDUCATORE PERDUTO


1. Il tratto più importante di un educatore è quello della sua umanità. Intendo per umanità la capacità di una persona di porsi e di entrare in relazione con un altro che cerca di amare e di introdurre nella vita. In umanità si cresce e non si è mai “imparati”. L’umanità è qualcosa che viene dall’interno ma è soprattutto un dono che viene dall’alto. Noi cristiani impariamo l’umanità dal Signore Gesù.
L’umanità di Dio mostrata in Gesù possiamo vederla nella narrazione evangelica.
- Penso al modo con cui Gesù Risorto si accosta a Simon Pietro dopo i giorni del fallimento educativo dell’uno e dell’ennesima caduta di crescita dell’altro: vedo un uomo nuovo che guarda all’uomo con amore, ricominciando a tessere la cura per far diventare grande il suo discepolo.
- Penso agli occhi che guardano al giovane ricco: l’uomo nuovo guarda non per giudicare o spiare il suo interlocutore, guarda per andare in profondità e per leggere cosa c’è nel cuore di un giovane che cerca la felicità.
- Penso alle mani che accarezzano, abbracciano e stringono altre mani: l’uomo nuovo comunica con le mani il senso di appartenenza ad una comunità, la voglia di andare avanti con coraggio, la stima e l’affetto che aiuta a guarire le ferite della vita.
Come sarebbe bello che ogni educatore, giovane e adulto, fosse segnato dal desiderio di essere e diventare persona così. Alla vigilia dell’estate è l’augurio che faccio agli educatori che sono in parrocchia con me, ai docenti che hanno condotto la battaglia di un anno scolastico, ai genitori che si fanno carico della crescita dei propri figli.
2. L’educatore che vorrei essere dovrebbe essere più preoccupato di regalare domande che regole. Certo le regole sono necessarie nell’azione educativa, ma non sufficienti. I nostri interlocutori hanno bisogno persone che suscitino interrogativi che mettano in gioco il gusto della ricerca, della conoscenza, del giocare in prima persona la propria libertà. Di certo non hanno bisogno di domande che soffocano o che suscitino sensi di colpa. Di fronte ad un clima dove regna la superficialità e la banalità, un bravo educatore si vede dagli interrogativi che pone e dagli spazi di ascolto e di crescita che lascia. In questi spazi seminerà le ragioni della sua vita cristiana.
3. Viviamo nel terzo millennio: vorrà pur dire qualcosa. Veniamo da una grande tradizione educativa che ci ha preceduto e che ci ha portato qui un cristianesimo vivo. Su questo tracciato siamo in cammino verso il futuro. Un educatore non deve avere paura del futuro. La Chiesa che cammina nella storia non deve avere paura di andare avanti.
L’educatore del terzo millennio sa che le ragioni della fede cristiana vanno cercate e costruite dentro un dialogo e un confronto sereno e costruttivo fra credenti e non credenti. Ascoltare le ragioni degli altri aiuta ad approfondire le ragioni proprie e a maturare la propria vita cristiana.
Solo così possiamo aiutarci a cogliere la bellezza della vita di tutti e a promuovere la differenza del Vangelo rispetto a ciò che gli assomiglia o addirittura gli è lontanissimo.
4. L’educatore del terzo millennio aiuta i suoi ragazzi a costruire relazioni ampie e aperte: cristiani e non cristiani, praticanti e non praticanti, italiani e stranieri, ceto medio o non medio. Abitare la città e abitare il terzo millennio significa essere cristiani dentro una società multireligiosa e multietnica.
I cristiani non vivono un mondo parallelo rispetto a tutti gli altri. Vivono da cristiani lo stesso mondo: le stesse case, le stesse scuole, le stesse strade, le stesse aree verdi, lo stesso campo di basket. Identità e differenze, capacità di relazione e senso di appartenenza al comune destino della specie umana camminano e crescono insieme. Le parole che spendiamo e i gesti che compiamo oggi sugli stranieri e sulle religioni “altre” rispetto al cristianesimo sono semi che porteranno frutti domani. Se oggi seminiamo parole e gesti di qualità, domani avremo frutti buoni; se gettiamo semi scadenti e scaduti, domandi avremo frutti cattivi.
Chissà come ci sentiremo bene quando avremo ritrovato questo educatore che è già in noi e che è già presente in mezzo a noi.

Don Domenico


News
RITIRO DI QUARESIMA

ROPOSTA EDUCATIVA RAGAZZI 12 -14 ANNI

News