
PICCOLE NOTE
Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano / Anno IX – 33/2026
13 SETTEMBRE 2026
III dopo il Martirio di san Giovanni
Letture del giorno: Is 11,10-16 – Sal 131(132) – 1Tm 1,12-17 – Lc 9,18-22
“Voi, chi dite che io sia?”: è la domanda che, in questa Domenica, il Signore Gesù rivolge anche a ciascuno di noi. La risposta di fede che ci è chiesta non è scontata e può nascere solo da una grande familiarità con il Signore, proprio come è avvenuto per i discepoli. E’ lui stesso a suscitare questa risposta ed ad aprirci alla comprensione del suo Mistero di salvezza. Mettersi con decisione alla sequela di Gesù significa affrontare l’interrogativo sulla sua identità di Figlio di Dio, perché la nostra adesione a lui non può fermarsi alle parole e alle buone intenzioni.
NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA INIZIO DELL’ANNO PASTORALE 2026/2027
AMMISSIONE DEI CANDIDATI AL MINISTERO ORDINATO
Parlaci dell’inizio
Milano – Duomo, 8 settembre 2026
[Ct 6,9d-10; Sir 24,18-20; Sal 84 (57); Rm 8,3-11; Mt 1,1-16]
Chiesero al profeta: “Profeta, parlaci dell’inizio”. Il profeta disse: “L’inizio è contestazione, l’inizio è denuncia, l’inizio è la voce antipatica che contesta e pretende la conversione. Non se ne può più di questo mondo di guerre, di quest’oppressione dei poveri, di questa sfacciata ricchezza e insensato sperpero di ricchi. L’inizio è la critica alla stanca ripetizione, al conformismo comodo e vile. L’inizio è coraggio, audacia. È l’audacia di contestare l’individualismo per convocare alla fraternità, l’audacia di contestare l’autoreferenzialità che difende l’arbitrio come libertà, che resiste allo stile sinodale come ad un pericolo e ad una complicazione inutile. È l’audacia di annunciare il Vangelo fuori dal tempio, nell’occasione quotidiana, perché il mondo non muoia di tristezza e di noia. È l’audacia di farsi avanti per dichiarare pubblicamente la propria intenzione di servire la missione nel ministero ordinato, come dichiarano questi nostri fratelli”. Chiesero alla madre: “Madre, parlaci dell’inizio”. E la madre disse: “L’inizio è stupore ed esultanza, la presenza che sconvolge la vita e le dà nuovo significato. L’inizio è imparare ad ascoltare il pianto ed il sorriso, è tenerezza che si commuove ed incertezza che chiede aiuto. Il figlio che nasce compie l’attesa e domanda futuro. In questa casa di vecchi infelici, in questa cultura che preferisce procurare morte invece che aiutare la vita, il bambino che nasce è la rivelazione dell’alternativa al declino. È il dono di Dio che insegna che la vita è dono, vocazione, povertà e responsabilità. È il dono di Dio: rende così lieti e grati che è giusto suonare le campane a festa, perché lo scampanio festoso si diffonda e offra spiragli di speranza nelle notti della disperazione”. Chiesero ad Azòr: “Azòr, parlaci dell’inizio”. E Azòr disse: “Io sono Azor, lo sconosciuto, quello che non ha fatto niente di importante, se non generare Sadoc. Agli occhi dei sapienti e dei potenti forse io sono l’uomo insignificante. Ma nella storia di Dio io sono chiamato per nome e faccio parte di quella genealogia che ha generato «Giuseppe, lo sposo di Maria dalla quale nacque Gesù, chiamato Cristo». Per noi uomini qualsiasi inizio è ogni giorno, è la responsabilità di vivere e di dare vita. L’inizio è la fierezza di essere chiamati con una vocazione santa, l’inizio è non tirarsi indietro, l’inizio è farsi avanti, è osare d’essere là dove si deve stare, di portare il peso della giornata e della vita e di essere fieri: anch’io faccio parte della storia sacra!”. Chiesero al sapiente: “Parlaci dell’inizio”. E il sapiente disse: “L’inizio è l’ascolto, l’inizio è il timor di Dio: la storia umana e il tempo presente sono così abitati dallo Spirito e tribolati dal male, la vita di ogni uomo e di ogni donna è un mistero così insondabile, ogni vicenda di persone è così imprevedibile e sconcertante. L’inizio è l’ascolto. Chi può dire una parola, se non sa di che cosa parla? Nella società delle chiacchiere, delle etichette, delle storie ridotte a titoli ed a clamore quale pensiero può nascere? Quale libertà? Il timor di Dio è l’inizio perché la superficialità, la fretta, l’ideologia non siano ingiuste nei giudizi, non manchi la benevolenza e la delicatezza. L’inizio è l’ascolto, il silenzio, la pazienza, l’intelligenza”. Chiesero al nonno: “Nonno, parlaci dell’inizio”. E il nonno disse: “L’inizio è guardare avanti. L’inizio è ricevere la visita della speranza che promette: la vita non è destinazione alla morte, ma preparazione alla vita piena. L’inizio è il disagio per i funerali celebrati come disperati congedi. Basta con la tristezza angosciante come se fossimo di quelli che non hanno speranza. L’inizio è preparare il mio funerale come una Pasqua. L’inizio è dire alle comunità ed ai preti stanchi per i troppi funerali: ricordate a tutti le ragioni della vostra speranza, con dolcezza e rispetto (cf 1Pt 3,15). Carico d’anni 1 non ho a noia la vita, ma l’inizio è la rivelazione della pazienza di Dio che non ritarda nell’adempimento delle sue promesse, ma ci lascia tempo per la conversione (cf 2Pt 3,9)”. Chiesero al prete: “Prete, parlaci dell’inizio”. E il prete disse: “L’inizio è la gioia che vuole diffondersi, è il seme che cerca il terreno in cui germogliare, è l’ardore per il Vangelo che cerca ardore di condivisione, di corresponsabilità. L’inizio è la missione che nessuno può compiere da solo, se non ci sono confratelli che non si sentono appartenenti allo stesso presbiterio, se non ci sono fratelli e sorelle che si facciano avanti per condividere la responsabilità per il Vangelo e la carità fraterna. L’inizio è la disciplina per dare ordine alla vita, perché la gioia non sia soffocata dalla frenesia, perché la fraternità non sia ridotta a correttezza e buona educazione, perché sia sincera la stima degli altri e l’aspettativa della creatività, generosità, sapienza cristiana di tanti fratelli e sorelle”. Chiesero al Vescovo: “Parlaci dell’inizio”. E il Vescovo disse: “L’inizio è la gratitudine e l’ammirazione per una Chiesa capace di sempre nuovi inizi. L’inizio è il calendario che non sia solo organizzazione, ma sollecitudine per raggiungere tutti, per quanto possibile. L’inizio è il proposito di accogliere e promuovere i doni di Dio e il cammino del popolo cristiano:
- l’audacia della profezia nel farsi avanti per dire la parola vera, essere responsabili dell’annuncio del Vangelo, servi della comunione;
- l’esultanza della maternità, della vita che nasce, come uno scampanio festoso;
- la responsabilità di Azòr e di tutti gli uomini e le donne qualsiasi per chi vive secondo la carne, ma chiamati per nome dello Spirito di Dio;
- la sapienza dell’ascolto;
- la cura per i nonni e per la loro speranza, perché i funerali siano celebrazione della Pasqua;
- lo stile della fraternità nel ministero dei preti”.
Domenica 20 è la Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, questa giornata, spesso dimenticata, rappresenta un’importante occasione per far conoscere ai fedeli il valore ecclesiale delle offerte deducibili per il sostentamento del clero. Il sostentamento del clero è un’espressione concreta di comunione e corresponsabilità: sostenere i sacerdoti significa sostenere la Chiesa, sostenere le nostre comunità.

ORARI CELEBRAZIONI SS MESSE – dal 1 settembre 2026
FESTIVO
ore 18:00 Vigiliare (Sabato)
ore 8:30 (ore 8:15 Lodi) – 10:00 – 11:30 – 19:00
FERIALE
ore 7,30 (solo Martedì)
ore 8:30 (ore 8:15 Lodi) – 18:00
L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:
Bonifico: Banca Intesa
IBAN IT87W0306909606100000066416
Satispay: cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona.

