
Piccole Note
08 FEBBRAIO anno IX 6/2026
Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano
Domenica della divina clemenza
(Bar 1,15a;2,9-15a – Sal 105(106) – Rm 7,1-6a – Gv 8,1-11)
La liturgia di questa Domenica orienta già il nostro sguardo verso la Quaresima. Nell’episodio evangelico della donna adultera sono descritte anche le nostre fragilità e infedeltà. La presenza di Gesù ci dona di sperimentare la gioia del perdono, che apre un nuovo orizzonte, quello della libertà. Il suo giudizio è soprattutto una parola di misericordia, che non elimina la responsabilità personale di ciascuno, ma ci dona la gioia di essere salvati. “In Gesù troviamo la parola che indica alla donna la possibilità di una vita nuova, sottratta alla minaccia della morte, ha la responsabilità, la vocazione, la grazia di vivere in un modo nuovo. La parola di Gesù: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”, non è solo un comandamento. E’ una promessa. E’ il fondamento della speranza” (Mons Mario Delpini).
LEONE XIV
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 4 febbraio 2026
Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum.
4. La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
La Costituzione conciliare Dei Verbum, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinché, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s’intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, «le parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell’uomo, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell’umana natura, si fece simile all’uomo» (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.
Nel corso della storia della Chiesa, si è studiata la relazione che intercorre tra l’Autore divino e gli autori umani dei testi sacri. Per diversi secoli, molti teologi si sono preoccupati di difendere l’ispirazione divina della Sacra Scrittura, quasi considerando gli autori umani solo come strumenti passivi dello Spirito Santo. In tempi più recenti, la riflessione ha rivalutato il contributo degli agiografi nella stesura dei testi sacri, al punto che il documento conciliare parla di Dio come «autore» principale della Sacra Scrittura, ma chiama anche gli agiografi «veri autori» dei libri sacri (cfr DV, 11). Come osservava un acuto esegeta del secolo scorso, «abbassare l’operazione umana a quella di un semplice amanuense non è glorificare l’operazione divina». [1] Dio non mortifica mai l’essere umano e le sue potenzialità!
Se dunque la Scrittura è parola di Dio in parole umane, qualsiasi approccio ad essa che trascuri o neghi una di queste due dimensioni risulta parziale. Ne consegue che una corretta interpretazione dei testi sacri non può prescindere dall’ambiente storico in cui essi sono maturati e dalle forme letterarie utilizzate; anzi, la rinuncia allo studio delle parole umane di cui Dio si è servito rischia di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato. Questo principio vale anche per l’annuncio della Parola di Dio: se esso perde contatto con la realtà, con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace. In ogni epoca la Chiesa è chiamata a riproporre la Parola di Dio con un linguaggio capace di incarnarsi nella storia e di raggiungere i cuori. Come ricordava Papa Francesco, «ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale». [2]
Altrettanto riduttiva, d’altra parte, è una lettura della Scrittura che ne trascuri l’origine divina, e finisca per intenderla come un mero insegnamento umano, come qualcosa da studiare semplicemente dal punto di vista tecnico oppure come «un testo solo del passato». [3] Piuttosto, soprattutto quando proclamata nel contesto della liturgia, la Scrittura intende parlare ai credenti di oggi, toccare la loro vita presente con le sue problematiche, illuminare i passi da compiere e le decisioni da assumere. Questo diventa possibile soltanto quando il credente legge e interpreta i testi sacri sotto la guida dello stesso Spirito che li ha ispirati (cfr DV, 12).
In tal senso, la Scrittura serve ad alimentare la vita e la carità dei credenti, come ricorda Sant’Agostino: «Chiunque crede di aver capito le divine Scritture […], se mediante tale comprensione non riesce a innalzare l’edificio di questa duplice carità, di Dio e del prossimo, non le ha ancora capite». [4] L’origine divina della Scrittura ricorda anche che il Vangelo, affidato alla testimonianza dei battezzati, pur abbracciando tutte le dimensioni della vita e della realtà, le trascende: esso non si può ridurre a mero messaggio filantropico o sociale, ma è l’annuncio gioioso della vita piena ed eterna, che Dio ci ha donato in Gesù.
Cari fratelli e sorelle, ringraziamo il Signore perché, nella sua bontà, non fa mancare alla nostra vita il nutrimento essenziale della sua Parola e preghiamo affinché le nostre parole, e ancor di più la nostra vita, non oscurino l’amore di Dio che in esse è narrato.
[1] L. Alonso Schökel, La parola ispirata. La Bibbia alla luce della scienza del linguaggio, Brescia 1987, 70.
[2] Francesco, Esort. ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), 11.
[3] Benedetto XVI, Esort. ap. post-sin. Verbum Domini (30 settembre 2010), 35.
[4] S. Agostino, De doctrina christiana I, 36, 40.
PILLOLE DI LITURGIA
Il corpo
Nella nostra cultura occidentale, spesso fredda abbiamo sviluppato una spiritualità che quasi si dimentica di avere un corpo. Il Verbo si è fatto carne quindi la nostra preghiera chiede anche il nostro corpo. Cercheremo quindi innanzitutto di recuperare anche il nostro corpo nella preghiera.
All’inizio di questo percorso potrebbe essere utile che ciascuno si interroghi su come usa il corpo nella preghiera- innanzitutto è quindi buona cosa accorgersi di cosa già si faccia:
Quali sono i movimenti, le posture e i gesti che abitualmente ciascuno di noi tiene e compie durante la liturgia e la preghiera?
- Segno della Croce
Le mani sono lo strumento con cui noi operiamo nella realtà, quello strumento che ci è dato per costruire. Ogni nostro gesto liturgico si apre e si chiude con il Segno della Croce. Questo gesto è l’abbraccio della Trinità che ci raggiunge proprio nella vita offerta da Cristo. Per questo motivo il Segno della Croce è opportuno che sia ampio, come un abbraccio che coinvolge tutta la nostra persona, dall’alto in basso, che ci coinvolga mente e cuore, senza fretta per dare modo di disporci a vivere la liturgia e la vita stessa in Dio facendo memoria che non siamo soli, ma che il Signore è con noi.
AVVISI
- Il mercatino dell’usato è aperto in salone Don Giussani dal 7 al 15 febbraio:
sabato e domenica, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 19.30
dal lunedì al venerdì, dalle ore 16.30 alle ore 18.30 - Lunedì 9 febbraio ore 18.00: S. Messa di suffragio nel 10° anniversario della morte di Don Savino Gaudio, a seguire Apericena nel bar dell’oratorio e incontro con don Mario Peretti suo amico e missionario in Argentina.
- Mercoledì 11 febbraio Pellegrinaggio Mariano, ci si ritrova alle ore 6.00 nel piazzale della stazione Bovisa, Rosario verso Santuario Santa Maria di Lourdes di via Lomazzo, ore 7.30 S. Messa
- Mercoledì 11 febbraio ore 16,00 Messa per i malati: siamo invitati ad accompagnare in chiesa le persone anziane e i malati che lo desiderano
- Mercoledì 11 febbraio Pranzo dell’amicizia ore 12.30, iscrizioni in segreteria e al bar
- Venerdì 13 ore 21 incontro sulla liturgia della domenica
- Sabato 14 e domenica 15 vendita di riso a cura di Celim per la loro campagna “RISO 2026 “ che sostiene mamme, bambini e persone con disabilità dello Zambia.
AIUTO ALLA PARROCCHIA
L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:
Bonifico: Banca Intesa
IBAN IT87W0306909606100000066416
Satispay: cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona.

