
(Gen 15, 1-2a.16-33 – Sal 27(28) – Rm 4, 16-25 – Lc 13,23-29)
Abramo, che la liturgia di questa domenica ci presenta, è un modello per il credente: la sua preghiera di intercessione dà voce al desiderio di Dio di portare ogni uomo a salvezza, e, insieme, è invito a verificare la nostra fede. “Sforzarsi di entrare per la porta stretta” (Vangelo) significa riconoscere la salvezza che viene da Dio come un dono che ci precede. Un dono che possiamo ricevere attraverso Gesù: è Lui la “porta” di cui parla il Vangelo. “La speranza non delude”: la speranza è il messaggio centrale del Giubileo>>, che stiamo vivendo. <<Per tutti, possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, “porta” di salvezza: con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale “nostra speranza”. >> (Papa Francesco).
Una domanda irriducibile
Ieri si è concluso l’oratorio estivo. Ma cosa vuol dire? Perché queste cinque settimane dell’estate, e con sempre più iscritti, vissute in questo modo? Cosa cerca chi vi partecipa e cos’ha da dire chi le propone? E perché, in un mondo digitalizzato, c’è ancora bisogno di correre e sudare e giocare e cantare e pregare? Una delle ragioni, forse la più banale, è che inizia un lungo periodo di vacanze che, come ogni tempo libero, mette un po’ di paura e ci viene così da cercare un modo per riempirlo. Talvolta è questo ciò che gli adulti chiedono per i figli: un luogo dove possano trovarsi e stare insieme senza pericoli. Così, partendo da questa esigenza, si tenta una proposta. Ma quale? San Giovanni Bosco, descrivendo il suo “metodo preventivo”, si espresse così: «Lasciare ai giovani piena libertà di fare le cose che loro maggiormente aggradano. Il punto sta di scoprire in essi i germi delle loro buone disposizioni e procurare di svilupparli. E poiché ognuno fa con piacere soltanto quello che sa di poter fare, io mi regolo con questo principio e i miei allievi lavorano tutti non solo con attività, ma con amore». Se dovessimo sintetizzare la proposta educativa cristiana potremmo identificarla proprio come una sfida alla libertà di ciascuno. Anche l’esperienza dell’oratorio estivo può essere l’occasione per lanciare questa rischiosa sfida che, nel nostro tempo, sta diventando sempre più rara perché, in fondo, la libertà fa ancora più paura del tempo libero. Le comunità cristiane non sono esenti da questo rischio, come ha ben descritto Papa Leone in un suo recente Messaggio: «La fede è anzitutto risposta a uno sguardo d’amore, e il più grande errore che possiamo fare come cristiani è, secondo le parole di Sant’Agostino, “pretendere di far consistere la grazia di Cristo nel suo esempio e non nel dono della sua persona” (“Contra Iulianum opus imperfectum”, II, 146). Quante volte, in un passato forse non molto lontano, ci siamo dimenticati di questa verità e abbiamo presentato la vita cristiana principalmente come un insieme di precetti da rispettare, sostituendo all’esperienza meravigliosa dell’incontro con Gesù, Dio che si dona a noi, una religione moralistica, pesante, poco attraente e, per certi versi, irrealizzabile nella concretezza del quotidiano». Molti anni sono passati sotto questa cappa senza respiro e dobbiamo ammettere che non è stata ancora superata del tutto. Abbiamo però un grande alleato: il nostro desiderio di libertà. Forse anestetizzato, talvolta equivocato, tuttavia mai eliminato è lì a ricordarci che non possiamo accontentarci di un qualsiasi modo di vivere il tempo libero, il lavoro, lo studio, gli affetti, la fatica, la gioia, lo stare insieme, ma che occorre incontrare qualcosa in grado di proporsi come risposta. Per l’oratorio le cose non sono diverse, anzi, come tutte le esperienze che, per forza di cose, nella storia sono diventate anche strutture, occorre che non dimentichi da dove è partito, come tutto è iniziato. L’8 dicembre del 1841, quando don Bosco incontra Bartolomeo Garelli e gli chiede se sapesse almeno fischiare, non aveva alcuna intenzione di dar vita all’oratorio, ma di “scoprire in lui i germi delle sue buone disposizioni e procurare di svilupparli”. Ciò che nacque come sfida alla persona è nel tempo diventato un luogo per molti. Per questo senza recuperare la cura per il singolo, l’attenzione ai gesti minimi, la proposta fatta a qualcuno che dica “sì” davvero, ci rimarrebbero luoghi per eventi dove l’unica preoccupazione non potrebbe che essere quella di riempirli in ogni modo. Il fatto che il cuore dell’uomo, vero interlocutore di qualsiasi proposta, non possa essere riempito in qualsiasi modo, resterà l’unica possibilità per verificare ogni tentativo, anche in questa estate.
La pace sia con voi
L’Arcivescovo e il Consiglio Pastorale Diocesano al popolo di Dio della Chiesa ambrosiana
- “La pace sia con voi”
Noi accogliamo la parola del Risorto, accogliamo il saluto di Papa Leone XIV. Noi siamo commossi, grati, disponibili alla grazia della pace. Noi professiamo la nostra fede e siamo disposti alla speranza, pellegrini di speranza, secondo l’invito di Papa Francesco. - “La pace sia con voi”
Noi sentiamo lo strazio intollerabile del rifiuto della pace, della negazione della pace, dell’umiliazione della pace. Noi ripetiamo a tutti e sempre: mai più la guerra! Noi siamo sconcertati dall’odio, dal desiderio di vendetta, dalla violenza, dalla pratica della tortura, dall’infierire su coloro che non possono difendersi. - “La pace sia con voi”
Noi decidiamo di essere operatori di pace perché abbiamo ricevuto la grazia di essere figli di Dio.
Vogliamo operare per la pace, pregare per la pace, tenere vive l’attenzione, le domande, le inquietudini nei conflitti che seminano morte e distruzione. - “La pace sia con voi”
Noi ci impegniamo a pensare la pace, la pace giusta, la giustizia che è la condizione per la pace; noi ci impegniamo a pensare, a pregare, a operare per la riconciliazione e il perdono che rendono possibile la pace. Noi ci impegniamo a stare dalla parte dei deboli, a operare per liberare gli oppressi dagli oppressori con l’impegno disarmato e disarmante, che percorre le vie della pace. - “La pace sia con voi”
Noi vogliamo percorrere i giorni per essere eco delle parole di pace di Gesù risorto. Ci impegniamo ad abitare il quotidiano, le nostre famiglie, le nostre comunità come luoghi dove le ferite possono essere sanate dalla pratica del perdono e dalla grazia della riconciliazione. Vogliamo abitare i social per trasmettere messaggi di pace. Vogliamo coinvolgere le nostre comunità per tenere vivo l’annuncio della pace. Vogliamo vivere il nostro lavoro e le nostre responsabilità ecclesiali e civili come contesti propizi per seminare la pace. - “La pace sia con voi”
Noi incoraggiamo le scuole, le università, le istituzioni educative a costruire una cultura di pace, a educare a pensare la pace, a studiare le condizioni della pace in ogni terra e per ogni popolo. - “La pace sia con voi”
Noi ci proponiamo di praticare la compassione, la prossimità, ogni forma possibile di sollecitudine verso coloro che sono feriti dalla guerra nel corpo e nell’anima. - “La pace sia con voi”
Noi incoraggiamo l’opera tenace della diplomazia, noi sosteniamo le forze politiche che operano per la pace, noi ricordiamo alle istituzioni finanziarie e alle imprese le responsabilità per l’opera della pace. Noi condividiamo la pratica della solidarietà, il desiderio della conoscenza, l’inclinazione alla benevolenza, la predisposizione alla stima delle persone e delle nazioni di ogni paese e di ogni cultura e tradizione. - “La pace sia con voi”
Noi chiediamo al Signore Risorto la grazia di essere uomini e donne di pace: la pace sia con noi, sia in noi, come dono, come decisione di conversione e di resistenza di fronte alle tentazioni della indifferenza, della aggressività, del risentimento, dell’istinto di reagire al male con il male, del sentimento di vendetta. La pace sia in noi perché possiamo essere operatori di pace, intercedere per la pace giusta e duratura. - “La pace sia con voi”
Noi ci proponiamo di segnare nel calendario di ogni anno i giorni per pregare, per celebrare, per manifestare nella ricerca della pace.
XII Sessione del Consiglio Pastorale Diocesano – Seveso – 11 maggio 2025
AVVISI
- Sono aperte in segreteria parrocchiale le iscrizioni al corso preparatorio al Matrimonio cristiano che si terrà nei mesi di ottobre/dicembre 2025
- E’ in distribuzione il nuovo numero di “Uno Sguardo in Dergano”
- Adorazione Eucaristica
Nel mese di luglio, agosto e settembre è sospesa - La segreteria parrocchiale nel mese di luglio osserverà il seguente orario:
Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11 - Si sono conclusi l’oratorio estivo e le vacanze delle elementari e delle medie, grazie a chi ha reso possibile un gesto così significativo per i nostri ragazzi.
- Da lunedì partono le vacanze degli studenti delle superiori
- Le sante Messe a luglio e agosto hanno i seguenti orari:
FERIALI: ore 8,30 – ore 18,00 (sospesa nel mese di agosto)
SABATO: ore 8,30 – ore 18,00
FESTIVI: ore 8,30 – ore 10,30 – ore 19,00
Si conclude dopo 5 settimane l’oratorio estivo. Desideriamo ringraziare tutti coloro che in modo diverso hanno contribuito alla buona realizzazione di questa esperienza.
Grazie: agli educatori responsabili, ai nostri due seminaristi Michele e Daniele, ai 160 animatori delle scuole superiori, ai circa 70 adulti che si sono presi cura della Cucina, del bar, della segreteria, dei laboratori, degli ingressi e della pulizia. Tutti in modo libero e gratuito! Grazie alle 600 famiglie che hanno scelto di aderire a questa proposta della nostra comunità Cristiana. Grazie, infine, a Colui che ci dà la possibilità di vivere queste esperienze seguendo una proposta e riconoscendone il valore e la grandezza.
Come ha detto recentemente il nostro Prevosto “l’oratorio estivo è un esempio della vittoria di Cristo sul male”
AIUTO ALLA PARROCCHIA
L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:
Bonifico: Banca Intesa
IBAN IT87W0306909606100000066416
Satispay: cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona.

