Piccole Note – 13 settembre 2020

Il Vangelo della domenica

 «Allora domandò loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Pietro rispose: “Il Cristo di Dio”» (Lc 9, 20)

C’è tanta luce e tanta verità in queste parole così concise e precise dell’apostolo Pietro. Ma non basta sapere e ripetere le definizioni esatte. Infatti, ciò che Pietro ancora non immagina, e che accetterà solo dopo molta fatica, è cosa vogliano dire queste sue parole nella concretezza della vita di Gesù.

Essere il Cristo di Dio non è, come lui pensava, la rivelazione da tutti accolta della sovranità di Dio in Gesù, ma è l’itinerario doloroso dell’Amore che affronta l’ostilità degli uomini e tutta la violenza del male, abbracciandola e guarendola con il dono totale di Gesù sulla croce, che sfocia nella risurrezione. È questa la fede difficile del discepolo.

 

L’ ARCIVESCOVO   alla città di Milano      4 settembre 2010

Milano presenta questa sera le sue ferite. Perché la città e questa terra lombarda sono state ferite, duramente provate da questa pandemia e dalla drammatica situazione che si è creata.

Questa terra porta qui stasera le sue ferite, i suoi troppi morti, i troppi malati.

Le ferite di questa terra sono anche le umiliazioni dell’impotenza, mentre c’era una certa presunzione di onnipotenza; anche gli smarrimenti dei pensieri, degli scienziati, dei maestri, mentre c’era una certa abitudine a ritenere di avere soluzioni per tutto e per tutti.

Le ferite di questa terra sono state anche le meschinità delle beghe, le banalità dei discorsi, le contrapposizioni pretestuose, mentre sarebbe necessaria una alleanza, una coralità per affrontare insieme le sfide e le lacrime di questo tempo.

Questa terra esprime questa sera anche la sua fierezza. Perché questa terra lombarda e questa città sa raccogliere le forze e far fronte. In questa sera la fierezza di questa terra trova le sue buone ragioni nelle eccellenze che la caratterizzano: la Scala e il Duomo attestano e alludono a tutto quanto di meraviglioso questa terra sa produrre in arte, scienza, efficienza.

Questa terra può essere fiera per l’eccellenza della sua gente, per gli eroismi che anche nei momenti drammatici si sono moltiplicati, per le forme di solidarietà che hanno fatto tutto il possibile per non lasciare nessuno da solo, per la dedizione esemplare al proprio dovere, anche molto oltre quello che è dovuto.

Questa terra dice questa sera anche la sua preghiera. Canta e prega perché sa di avere un Padre nei cieli che ascolta e consola. Canta e prega perché sa di aver molto ricevuto e sa di non bastare a se stessa, di non potersi dare la vita e di non poter sconfiggere la morte. Canta e prega perché i cristiani che da secoli abitano questa terra professano la certezza che la morte è stata vinta e che la solitudine non è l’inevitabile destino.

Io mi faccio voce di Milano e di questa terra lombarda per condividere le ferite, la fierezza, la preghiera.

+ Mario Delpini, Arcivescovo

 

ESALTAZIONE   DELLA CROCE  14 settembre

È una festa antica e densa di significati, quella dell’Esaltazione della Croce, in cui la Chiesa rende grazie al sacrificio estremo di Gesù che morendo su di essa ha salvato tutti noi. Le sue origini risalgono all’epoca in cui nella città di Gerusalemme, sul luogo che nel 335 era già indicato come sepolcro del Signore, viene dedicata una basilica, a “incarnare” nella pietra la vittoria della Resurrezione sulla morte; ma è anche legata al legno santo della reliquia della croce di Cristo ritrovata dall’imperatrice Elena e dal vescovo Macario

La Croce: luogo di vittoria

Non c’è definizione migliore di questa: la Croce – secondo la nostra fede – è luogo di vittoria: vittoria sulla morte attraverso la Resurrezione, vittoria sulla finitudine e la limitatezza umane, ma soprattutto vittoria sul peccato. Ci troviamo al centro della storia della salvezza, davanti al simbolo della redenzione dell’uomo resa possibile solo dalla morte del Figlio. La sua luce irradia tutti coloro che la toccano: sia fisicamente, come Maria e Giovanni che stanno lì ai suoi piedi perché tutto si compia.

Storia e origini della festa

In Oriente è paragonata alla Pasqua. Storicamente parlando, si collega a due eventi spesso raffigurati nelle icone: la dedicazione della basilica della Resurrezione a Gerusalemme il 13 settembre del 335. Ma quello di cui parliamo qui è il leggendario ritrovamento da parte di Elena, la madre dell’imperatore Costantino. Il riconoscimento di quale delle tre fosse la croce di Gesù, avviene attraverso la guarigione miracolosa di una matrona. La data del 14 settembre, si deve a Papa Sergio I che trasferisce una reliquia della Croce dal Vaticano al Laterano e la festeggia per la prima volta con una solenne processione.

 

AVVISI                                                                    13 settembre

 Gli orari delle S. Messe per il mese di settembre

Prefestiva ore 18.00

Domenica   ore 8.30 -10.00 – 11.30 – 19.00

Festività

Lunedì 14 settembre si celebra la festa dell’Esaltazione della Croce che ci ricorda che siamo stati salvati a caro prezzo

Martedì 15 settembre ricordiamo la festa della Beata Vergine Addolorata. Nel dolore di Maria è abbracciato il dolore di ogni uomo e donna che in Lei trova conforto e speranza

Scuola

Riprende nei prossimi giorni la vita delle scuole: è un momento importante per la vita dei nostri ragazzi, degli insegnanti e di tutti gli educatori. Affidiamo al Signore le loro esistenze pregando perché il ritorno nelle aule possa essere occasione di crescita per ciascuno.

Catechismo

Le iscrizioni e gli incontri di catechismo per i nostri ragazzi avranno inizio nel mese di ottobre, secondo un calendario che vi sarà comunicato e secondo le modalità che ci sono richieste dall’attuale situazione e dalle regole richieste dalle istituzioni.

Incontreremo in Chiesa alle ore 21 mercoledì 23 settembre i genitori dei bambini della Prima Comunione e venerdì 25 settembre i genitori dei ragazzi che riceveranno la Cresima.

Chiediamo ai genitori di aiutare i ragazzi a riprendere la partecipazione alla S. Messa in particolare alle ore 10.00 della domenica