Piccole Note – 15 marzo 2026

Piccole Note
15 MARZO anno IX 11/2026

Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano

Domenica IV di Quaresima
Domenica del cieco
(Es 34,27-35,1 – Sal 35(36) – 2Cor 3,7-18 – Gv 9,1-38b)

“Gesù cerca l’uomo al quale ha aperto gli occhi per offrirgli una luce nuova, per riconoscere che la fede apre una nuova strada. All’umanità smarrita sono aperti gli occhi, perché riconosca in Gesù la rivelazione del desiderio del Padre di salvare, di avvolgere con la sua luce ogni figlio. Il cieco compie il difficile itinerario della fede: ha sperimentato che cosa significhi non essere di nessuno, sperimenta che cosa significhi essere amato, essere cercato, essere salvato da Gesù” (Mons Mario Delpini). Nel cammino verso la Pasqua, la Domenica del Cieco nato riporta al centro il tema battesimale. Proprio a partire dalla vicenda del “mendicante guarito” siamo invitati a verificare la fedeltà agli impegni che derivano dal nostro Battesimo.


UDIENZA GENERALE

Papa Leone XIV
11 marzo 2026

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo, dedicato al Popolo di Dio.

Dio, che ha creato il mondo e l’umanità e che desidera salvare ogni uomo, compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (cfr Gen 22,17-18). Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui. Esso è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che attirerà a sé tutti i popoli, l’intera umanità (cfr Is 2,1-5).

Il Concilio afferma che «tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi con Cristo, e di quella più piena rivelazione che doveva essere trasmessa dal Verbo stesso di Dio fattosi uomo» (LG, 9). È infatti Cristo che, nel dono del suo Corpo e del suo Sangue, raccoglie in sé stesso e in modo definitivo questo popolo. Esso è fatto ormai di gente proveniente da qualunque nazione; è unificato dalla fede in Lui, dall’adesione a Lui, dal vivere della sua stessa vita animati dallo Spirito del Risorto. Questa è la Chiesa: il popolo di Dio che trae la propria esistenza dal corpo di Cristo [1] e che è esso stesso corpo di Cristo; [2] non un popolo come gli altri, ma il popolo di Dio, convocato da Lui e fatto di donne e uomini provenienti da tutti i popoli della Terra. Suo principio unificatore non è una lingua, una cultura, un’etnia, ma la fede in Cristo: la Chiesa è pertanto – secondo una splendida espressione del Concilio – «l’assemblea di coloro che guardano nella fede a Gesù» (LG, 9).

Si tratta di un popolo messianico, proprio perché ha per capo Cristo, il Messia. Quanti ne fanno parte non vantano meriti o titoli, ma solo il dono di essere, in Cristo e per mezzo di Lui, figlie e figli di Dio. Prima di qualunque compito o funzione, dunque, ciò che conta davvero nella Chiesa è l’essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio. Questo è anche l’unico titolo onorifico che dovremmo ricercare come cristiani. Siamo nella Chiesa per ricevere incessantemente la vita dal Padre e per vivere come suoi figli e fratelli tra di noi. Di conseguenza, la legge che anima le relazioni nella Chiesa è l’amore, così come lo riceviamo e lo sperimentiamo in Gesù; e sua meta è il Regno di Dio, verso il quale essa cammina insieme a tutta l’umanità.

Unificata in Cristo, Signore e Salvatore di ogni uomo e donna, la Chiesa non può mai essere ripiegata in sé stessa, ma è aperta a tutti ed è per tutti. Se vi appartengono i credenti in Cristo, il Concilio ci ricorda che «tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio. Perciò questo popolo, restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l’intenzione della volontà di Dio, il quale in principio ha creato la natura umana una, e vuole radunare insieme i suoi figli, che si erano dispersi» (LG, 13). Anche chi non ha ancora ricevuto il Vangelo è perciò, in qualche modo, orientato al popolo di Dio e la Chiesa, cooperando alla missione di Cristo, è chiamata a diffondere il Vangelo ovunque e a tutti (cfr LG, 17), perché ciascuno possa entrare in contatto con Cristo. Questo significa che nella Chiesa c’è e deve esserci posto per tutti, e che ogni cristiano è chiamato ad annunciare il Vangelo e a dare testimonianza in ogni ambiente in cui vive e opera. È così che questo popolo mostra la sua cattolicità, accogliendo le ricchezze e le risorse delle diverse culture e, al tempo stesso, offrendo loro la novità del Vangelo per purificarle ed elevarle (cfr LG, 13).

In questo senso, la Chiesa è una ma include tutti. Così l’ha descritta un grande teologo: «Arca unica della Salvezza, deve accogliere nella sua vasta navata tutte le diversità umane. Unica sala del Banchetto, le vivande che distribuisce sono attinte da tutta la creazione. Veste senza cuciture di Cristo, essa è anche – ed è la stessa cosa – la veste di Giuseppe, dai molti colori». [3]

È un grande segno di speranza – soprattutto ai nostri giorni, attraversati da tanti conflitti e guerre – sapere che la Chiesa è un popolo in cui convivono, in forza della fede, donne e uomini diversi per nazionalità, lingua o cultura: è un segno posto nel cuore stesso dell’umanità, richiamo e profezia di quell’unità e di quella pace a cui Dio Padre chiama tutti i suoi figli.

[1] Cfr J. Ratzinger, Il nuovo popolo di Dio, Brescia 1992, 97.

[2] Cfr Y. M.-J. Congar, Un popolo messianico, Brescia 1976, 75.

[3] Cfr H. de Lubac, Cattolicismo. Aspetti sociali del dogma, Milano 1992, 22


AVVISI

  • Venerdì 20 marzo via Crucis con l’Arcivescovo, partenza da Santo Stefano alle 20.15 e conclusione in Duomo con la testimonianza del Vescovo d’Algeri, Jean-Paul Vesco.
  • Sabato 21 ore 21 meditazione e concerto “Tu mi guardi dalla Croce”
    Riflessioni in tempo di Quaresima del Coro Santa Maria del Monte.
  • Domenica 29 marzo ore 17.30 visita al museo diocesano 29 marzo per esposizione del quadro “la Crocifissione” di Hans Memling.
    Iscrizione in segreteria parrocchiale con costo di €10 entro giovedì 26 marzo.

CATECHISMO – periodo di Quaresima

  • Tutte le domeniche alle S. Messa delle h 10 o 17,30 verrà consegnato un adesivo che comporrà il cammino della Quaresima; sarà anche consegnato un salvadanaio a tutti i bambini, le rinunce saranno devolute a opere di Carità.
  • Ogni venerdì di Quaresima h 17 breve via Crucis animata dai ragazzi del catechismo.
  • Ogni martedì h 7,30 S. Messa per bambini e famiglie, seguita dalla colazione al bar.
  • Venerdì 20 marzo h 17 via Crucis in oratorio.
  • Seconde elementari domenica 22 marzo h 17,30 S. Messa con le famiglie.



AIUTO ALLA PARROCCHIA

L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:

Bonifico: Banca Intesa
IBAN IT87W0306909606100000066416

Satispay: cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona.