Piccole Note – 25 gennaio 2026

Piccole Note
25 GENNAIO anno IX   4/2026

Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano

Giornata diocesana della Famiglia
(Sir 7,27-30.32-36 – Sal 127(128) – Col 3,12-2 – Lc 2,22-33)

La liturgia ambrosiana celebra, in questa Domenica, la festa della Santa Famiglia. Il nostro sguardo alla casa di Nazareth non si riduce a semplice idealizzazione, perche il Signore Gesù ha voluto manifestare la propria umanità proprio nel cuore della vita di una famiglia. Il cammino di ogni comunità cristiana – come quello di ogni famiglia, vera Chiesa domestica – è illuminato dalla Parola di Dio: “Rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnaminità. Sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri”. “la Parola di Dio ispira il cammino che costruisce rapporti con tutti: custodire il rapporti di famiglia come i più necessari, si prende cura dei poveri, non pone limiti pregiudiziali alla propria generosità” (mons. Mario Delpini)


TRA SUCCESSO E FEDE, UNA STORIA CHE COLPISCE

“Ad un certo punto ci rendiamo conto che nella realtà c’è molto di più di quello che possiamo capire e controllare”. La vita di Benjamin Mascolo è radicalmente cambiata grazie a questa nuova consapevolezza.

Un reel pubblicato sui social qualche mese fa, in cui il cantante raccontava di questo personale percorso intrapreso, ha fatto nascere in noi una grande curiosità di conoscere di più la sua storia. Per questo motivo, domenica 18 gennaio abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo all’oratorio di Dergano e farci raccontare il percorso che ha compiuto e il suo incontro inaspettato con la fede.

Benjamin ha sempre vissuto inseguendo il successo, i soldi e tutto ciò che gli sembrava potesse soddisfarlo sul momento. Trascorse un’adolescenza nella lontananza dai suoi genitori, nel completo distacco da qualsiasi tipo di religione e iniziando a coltivare la sua più grande passione: la musica. Giunge, però, ad un periodo di pieno buio e disperazione. Arrivato al limite di questa sua tristezza che, tra sostanze e anni di depressione, aveva preso il sopravvento, sente la necessità di pregare e mostrarsi fragile, bisognoso di un aiuto. La fede, quindi, è entrata a colmare la vita del cantante senza averla presa in considerazione: “davanti alla mia più totale sincerità e umanità, Dio mi ha risposto”.

Inizia una nuova vita. Benjamin comincia a capire che tutti i segni che Dio gli ha messo davanti erano ragionevoli da seguire e perseguire. Si è sentito amato in maniera incondizionata. In forza di questo, tutto è diventato possibile, persino guardare in faccia ed affrontare i momenti di più grande solitudine e fatica che prima lo schiacciavano; dice: “Vivo una serenità e una pace inspiegabili, seguendo Cristo e cercando di vivere come Lui”.

Ciò che ha colpito maggiormente noi ragazzi è stata la sua grande semplicità e sincerità nel mostrarsi in modo cosi vero: un uomo che nella più disastrosa situazione in cui ci si possa ritrovare, ha saputo guardare a Dio, camminando insieme a noi nel percorso della fede.

È stato un esempio per tutti: Benjamin ha mostrato una possibilità per tutti noi di vivere avendo a mente che è possibile ricominciare ogni giorno nelle circostanze che siamo chiamati ad affrontare, persino quelle più dolorose. Inoltre, nel confronto che abbiamo tenuto con lui è emerso molto che la vita acquisisce consistenza e significato dal momento che ci si fida, che si segue, che si resta attaccati a ciò che uno intravede, anche confusamente. Può stravolgere la vita: Benjamin è un chiaro esempio che ciò è possibile. “La vera difficoltà arriva nel momento in cui smettiamo di ricercare una risposta al nostro desiderio.” Così ci ha provocati l’ospite al termine dell’incontro, il quale è rimasto particolarmente colpito dalla quantità di ragazzi presenti e dalla familiarità che ha percepito durante tutta la serata trascorsa. 

Giuseppe


UN’UMANITA’ RISCOPERTA

Questo è il titolo che darei all’incontro avuto con Benji ieri sera.

È stato impressionante riconoscere in lui una genuinità e una semplicità davvero disarmanti, tanto che era evidente il suo sincero interesse per noi ragazzi, per le nostre storie personali e per la grande amicizia che ci unisce. A fine serata ci ha anche confidato di non aver mai incontrato, prima d’ora, un luogo simile, uno spazio così denso di amicizia e di affezione.

Mi sono trovato di fronte a un uomo sincero, libero e schietto, in pace con la propria storia e profondamente desideroso di condividere con noi la rivoluzione che la fede ha portato nella sua vita. Come ci raccontava lui stesso durante la cena, la fede ha pian piano permeato ogni aspetto delle sue giornate, ogni gesto della sua quotidianità. È evidente come l’incontro con Cristo abbia rotto ogni argine della sua vita passata, segnata da successo e solitudine, e l’abbia inondata di una luce mai conosciuta prima, capace di rendere nuovo ciò che già esisteva.

È proprio questo cambiamento di sguardo l’aspetto che colpisce maggiormente della sua storia e che gli ha permesso di superare alcuni anni di profonda disperazione. In momenti di estremo bisogno, Benji ha infatti pregato Dio senza nemmeno conoscere una preghiera, chiedendogli di custodire la sua vita e di aiutarlo a non soccombere. Quella preghiera è stata per lui l’ultima spiaggia, l’ultima possibilità di rimettersi in cammino e di ricominciare. Ed è proprio lì che Dio arriva ad abbracciarci fino al fondo dei nostri abissi, alla nostra tristezza e alla nostra nullità. Non esiste luogo né momento della nostra vita in cui Cristo ci abbandoni: ogni nostra giornata può essere illuminata dalla sua presenza viva e dal suo amore fedele.

L’uomo allora non può far altro che domandare, che gridare, come direbbe Dante: “Miserere di me, o Signore”. E questo è ciò che ha fatto Benji quel giorno di Natale del 2022: chiuso in casa, solo e malato, dilaniato dal dolore e dal peso della sua vita, ha riversato nella preghiera tutta l’urgenza del suo desiderio di bene e di sostegno. Una preghiera che da quel momento è rimasta una costante, un punto fermo e decisivo nelle sue giornate, anche ora che la sua vita ha assunto un gusto nuovo, bello e buono. La grande provocazione che la sua testimonianza ci consegna riguarda proprio uno sguardo rinnovato sulla realtà. Per Benji oggi tutto è nuovo e da scoprire, e si percepisce chiaramente l’enorme curiosità che abita il suo cuore e la sua consapevolezza di poter sempre ripartire. Ed è proprio questa possibilità di ricominciare che, come dice Pavese, rende bella la vita: “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.”

L’augurio è che anche noi, spesso “abituati” a determinati contesti, parole, amicizie e luoghi, possiamo imparare a riconoscere in ogni istante una novità, e a rinnovare ad ogni istante quell’incontro che si fa Presenza nelle nostre giornate e abbraccia tutta la nostra vita.

Luca


AVVISI

  • Da lunedì 26 gennaio si possono portare gli oggetti che volete dare per il mercatino dell’usato, presso il bar dell’oratorio dalle 16 alle18. Vi ricordiamo che il mercatino si terrà sempre in oratorio nel salone Don Giussani dal 7 al 15 febbraio. Non si accettano vestiti e libri. Raccomandiamo che sia tutto in buono stato e di far girare il messaggio presso le vostre conoscenze.
  • Venerdì 30 gennaio ore 21 in sala Veronelli incontro con Fra Ibrahim Aslabagh, ex parroco di Nazareth
  • Domenica 1 febbraio ore 16 Tombolata

AIUTO ALLA PARROCCHIA

L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:

Bonifico: Banca Intesa
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