Piccole Note – 25 ottobre 2026

PICCOLE NOTE

Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano / Anno IX – 39/2026

25 OTTOBRE 2026

Giornata missionaria mondiale

Letture del giorno: At 10,34-48a – Sal 95(96) – 1Cor 1,17b-24 – Lc 24,44-49a

“Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio”: è l’impegno che accompagna la liturgia di questa Domenica. La fede porta con sé una dimensione missionaria inderogabile, che nasce da una profonda conoscenza del Signore e dalla sua promessa. Questa dimensione ben si inserisce nell’ultima sezione dell’anno liturgico, divenendo la naturale risposta al mandato di Gesù. All’origine della nostra testimonianza è il dono stesso del Signore e al centro del nostro annuncio è il primato del suo amore che salva. Celebrare la Giornata Missionaria nelle nostre Comunità significa riconoscere la gioia che nasce dall’incontro con Gesù e dall’accoglienza del suo Vangelo, per vivere con convinzione la nostra appartenenza alla Chiesa e con entusiasmo e responsabilità il dovere della testimonianza.

UDIENZA GENERALE PAPA FRANCESCO

Piazza San Pietro – Mercoledì 30 ottobre 2024

Fratelli e Sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi proseguiamo la riflessione sulla presenza e l’azione dello Spirito Santo nella vita della Chiesa mediante i Sacramenti.

L’azione santificatrice dello Spirito Santo giunge a noi anzitutto attraverso due canali: la Parola di Dio e i Sacramenti. E tra tutti i Sacramenti, ce n’è uno che è, per antonomasia, il Sacramento dello Spirito Santo, ed è su di esso che vorrei soffermarmi oggi. Si tratta del Sacramento della Cresima o dellaConfermazione.

Nel Nuovo Testamento, oltre il battesimo con l’acqua, si trova menzionato un altro rito, quello della imposizione delle mani, che ha lo scopo di comunicare visibilmente e in modo carismatico lo Spirito Santo, con effetti analoghi a quelli prodotti sugli Apostoli a Pentecoste. Gli Atti degli Apostoli riferiscono un episodio significativo a questo riguardo. Avendo saputo che in Samaria alcuni avevano accolto la parola di Dio, da Gerusalemme inviarono Pietro e Giovanni. «Essi scesero – dice il testo – e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo» (8,14-17).

A ciò si aggiunge quello che San Paolo scrive nella Seconda Lettera ai Corinzi: «È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (1,21-22). La caparra dello Spirito. Il tema dello Spirito Santo come “sigillo regale” con cui Cristo contrassegna le sue pecorelle è alla base della dottrina del “carattere indelebile” conferito da questo rito.

Con il passare del tempo, il rito dell’unzione si configurò come Sacramento a sé stante, assumendo forme e contenuti diversi nelle varie epoche e nei diversi riti della Chiesa. Non è qui il luogo per ripercorrere questa storia assai complessa. Quello che il Sacramento della Cresima è nella comprensione della Chiesa, mi sembra descritto, in modo semplice e chiaro, dal Catechismo degli adulti della Conferenza Episcopale Italiana. Esso dice così: «La confermazione è per ogni fedele ciò che per tutta la Chiesa è stata la Pentecoste. […] Essa rafforza l’incorporazione battesimale a Cristo e alla Chiesa e la consacrazione alla missione profetica, regale e sacerdotale. Comunica l’abbondanza dei doni dello Spirito […]. Se dunque il battesimo è il sacramento della nascita, la cresima è il sacramento della crescita. Per ciò è anche il sacramento della testimonianza, perché questa è strettamente legata alla maturità dell’esistenza cristiana». [1]

Il problema è come fare perché il Sacramento della Cresima non si riduca, in pratica, a una “estrema unzione”, cioè al sacramento della “dipartita” dalla Chiesa. Si dice che è il “sacramento dell’addio”, perché una volta che i giovani la fanno se ne vanno, e torneranno poi per il matrimonio. Così dice la gente. Ma dobbiamo far sì che sia il sacramento dell’inizio di una partecipazione attiva alla vita della Chiesa. È un traguardo che ci può sembrare impossibile vista la situazione in atto un po’ in tutta la Chiesa, ma non per questo dobbiamo smettere di perseguirlo. Non sarà così per tutti i cresimandi, ragazzi o adulti, ma è importante che lo sia almeno per alcuni che poi saranno gli animatori della comunità.

Può servire, a questo scopo, farsi aiutare, nella preparazione al Sacramento, da fedeli laici che hanno avuto un incontro personale con Cristo e hanno fatto una vera esperienza dello Spirito. Alcune persone dicono di averla vissuta come uno sbocciare in loro del Sacramento della Cresima ricevuto da ragazzi.

Ma questo non riguarda solo i futuri cresimandi; riguarda tutti noi e in ogni momento. Insieme con la confermazione e l’unzione, abbiamo ricevuto, ci ha assicurato l’Apostolo, anche la caparra dello Spirito che altrove chiama “le primizie dello Spirito” (Rm 8,23). Dobbiamo “spendere” questa caparra, gustare queste primizie, non seppellire sotto terra i carismi e i talenti ricevuti.

San Paolo esortava il discepolo Timoteo a «ravvivare il dono di Dio, ricevuto mediante l’imposizione delle mani» (2 Tm 1,6), e il verbo usato suggerisce l’immagine di chi soffia sul fuoco per ravvivarne la fiamma. Ecco un bel traguardo per l’anno giubilare! Rimuovere la cenere dell’abitudine e del disimpegno, diventare, come i tedofori alle Olimpiadi, portatori della fiamma dello Spirito. Che lo Spirito ci aiuti a muovere qualche passo in questa direzione!

Dall’intervista ad Avvenire dell’Arcivescovo Mario Delpini (20 ottobre 2026) in riferimento ai disordini del 17 – 18 ottobre a Milano

I protagonisti di questi assalti sono, nella grande maggioranza, dei ragazzini minorenni. Un motivo di sconcerto in più. Quale rabbia li attraversa? Dicono di non sentirsi neppure “visti” dal mondo dei grandi. Quale sfida pongono al mondo degli adulti?

Molti ripetono il luogo comune che i genitori sono i responsabili di tutto. Non mi piacciono le generalizzazioni e non sono giuste. Qualche cosa di vero c’è. Ma non c’è un manuale per fare il papà e la mamma, l’educazione non è un procedimento deterministico. Forse ci sono adulti che non sono contenti di essere adulti e i ragazzi si convincono che non valga la pena di diventare adulti. Quindi – si chiederanno – perché siamo al mondo? Forse la grammatica fondamentale del vivere, che distingue bene e male, è diventata troppo difficile e il riferimento a Dio è diventato fumoso e addirittura antipatico. Perciò quale ragione ci sarebbe per fare il bene ed evitare il male? Ha un fondamento serio la tragica interpretazione della storia che dice: se Dio non esiste, allora tutto è possibile!

E ancora una volta balza agli occhi il tema dell’educazione: gli oratori sono in prima linea e operano in maniera silenziosa ma concreta. Quale aiuto ulteriore possono dare?

La comunità cristiana non ha la ricetta dell’educazione, ma piuttosto dovrebbe creare le condizioni perché il Maestro interiore, con il dono dello Spirito Santo, possa insegnare le vie del bene. Gli oratori possono aiutare chi li frequenta. Ma credo che chi frequenta gli oratori debba essere incoraggiato ad aiutare chi non li frequenta. Una volta forse si consigliava di buttare fuori la mela marcia perché il marciume non contagiasse le mele sane del cesto. Credo che invece che di mele, si dovrebbe parlare di lampade: chi accoglie Gesù diventa come una lampada che può regalare luce per tutti e indicare la meta che merita di essere desiderata, cioè il compimento della vocazione di ciascuno, e la via che è possibile percorrere.

Di fronte a tale violenza, il rischio è di fermarsi alla condanna, trascurando una risposta educativa che resta necessaria…

La Chiesa ha una verità promettente da annunciare, una sapienza educativa ricca di millenni di esperienza. E crede in Dio. Perciò ha fiducia. È perciò necessario che si facciano avanti uomini e donne di ogni età e condizione, in ogni ruolo e professione, si facciano avanti per mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo.

  • Il Mese di Ottobre è il mese missionario e il mese del Rosario: si propone di recitarlo come supplica a Maria perché interceda per noi.
  • Con riferimento ai lavori straordinari in chiesa in segreteria parrocchiale sono disponibili i moduli per beneficiare di detrazioni fiscali da parte di privati o titolari di reddito di impresa.
  • E’ ancora possibile acquistare bottiglie d’olio al prezzo di € 15, il cui ricavato andrà alla Custodia di Terra Santa per Aleppo.
  • CATECHISMO INIZIAZIONE CRISTIANA 2026-2027
    SEGRETERIA ORATORIO: apertura il mercoledì e il giovedì dalle 17.30 alle 18.30
    MAIL ORATORIO: oratorio@dergano.org
  • Domenica 1 novembre Solennità di tutti i Santi
  • Domenica 1 novembre l’Associazione Banco Building organizza una raccolta straordinaria di coperte pesanti in buono stato, trapunte (non plaid da salotto) e sacchi a pelo per aiutare gli abitanti di Kerson ad affrontare il gelo invernale imminente. La raccolta si terrà tutta la giornata dalle ore 8 alle ore  20
  • Lunedì 2 novembre Commemorazione Fedeli Defunti
  • Da Giovedì 5 novembre a domenica 8 novembre sarà esposta in chiesa una reliquia di Charles de Foucauld (seguirà programma dettagliato)

Per sostenere l’opera caritativa del “fresco”, che distribuisce ogni 15 gg circa 70 pacchi di alimenti, per la maggior parte freschi, ad altrettante famiglie bisognose, è stata attivata una Carta Fidaty Esselunga, allo scopo di raccogliere punti da utilizzare per l’acquisto degli alimenti.

Potete versare i vostri punti su questa tessera in due modi:

  • Dalla vostra app Esselunga andando su Carta Fidaty/Punti Fidaty/Dona punti, indicando la quantità di punti che volete donare e il numero della Carta Fidaty Esselunga Beneficiario 0407026790937. O in alternativa cliccare sul codice sotto indicato con la App Esselunga.
  • Recandovi presso il punto Assistenza Clienti di un qualsiasi supermercato Esselunga con la vostra carta Fidaty e chiedendo di donare punti alla Carta Fidaty 0407026790937.

L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:

Bonifico: Banca Intesa
IBAN IT87W0306909606100000066416

Satispay: cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona.