
Piccole Note
AGOSTO anno VIII 30/2025
Foglio settimanale Parrocchia S. Nicola in Dergano
3 Agosto (1Sm 8, 1-22a – Sal 88(89) – 1Tm 2,1-8 – Mt 22,15-22)
10 Agosto (1Sam 16, 1-13 – Sal 88(89) – 2Tm 2,8-13 – Mt 22, 41-46)
15 Agosto (Ap 11, 19-12,6a-10ab – Sal 44(45) – 1Cor 15,20-26 – Lc 1,39-55)
17 Agosto (1Re 3, 5-15 – Sal 71(72) – 1Cor3,18-23– Lc 18,24b-30)
SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro – Domenica, 15 agosto 2021
Cari fratelli e sorelle, buongiorno, buona Festa!
Oggi, Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo, nella liturgia campeggia il Magnificat. Questo cantico di lode è come una “fotografia” della Madre di Dio. Maria “esulta in Dio, perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (cfr Lc 1,47-48).
È l’umiltà il segreto di Maria. È l’umiltà che ha attirato lo sguardo di Dio su di lei. L’occhio umano ricerca sempre la grandezza e si lascia abbagliare da ciò che è appariscente. Dio, invece, non guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore (cfr 1 Sam 16,7) ed è incantato dall’umiltà: l’umiltà del cuore incanta Dio. Oggi, guardando a Maria assunta, possiamo dire che l’umiltà è la via che porta in Cielo. La parola “umiltà” deriva dal termine latino humus, che significa “terra”. È paradossale: per arrivare in alto, in Cielo, bisogna restare bassi, come la terra! Gesù lo insegna: «chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Dio non ci esalta per le nostre doti, per le ricchezze, per la bravura, ma per l’umiltà; Dio è innamorato dell’umiltà. Dio innalza chi si abbassa, chi serve. Maria, infatti, a sé stessa non attribuisce altro che il “titolo” di serva: è «la serva del Signore» (Lc 1,38). Non dice altro di sé, non ricerca altro per sé.
Oggi allora possiamo chiederci, ognuno di noi, nel nostro cuore: come sto a umiltà? Cerco di essere riconosciuto dagli altri, di affermarmi ed esser lodato oppure penso a servire? So ascoltare, come Maria, oppure voglio solo parlare e ricevere attenzioni? So fare silenzio, come Maria, oppure chiacchiero sempre? So fare un passo indietro, disinnescare litigi e discussioni oppure cerco sempre solo di primeggiare? Pensiamo a queste domande: come sto a umiltà?
Maria, nella sua piccolezza, conquista i cieli per prima. Il segreto del suo successo sta proprio nel riconoscersi piccola, nel riconoscersi bisognosa. Con Dio, solo chi si riconosce un nulla è in grado di ricevere il tutto. Solo chi si svuota di sé viene riempito da Lui. E Maria è la «piena di grazia» (v. 28) proprio per la sua umiltà. Anche per noi l’umiltà è sempre il punto di partenza, l’inizio del nostro aver fede. È fondamentale essere poveri in spirito, cioè bisognosi di Dio. Chi è pieno di sé non dà spazio a Dio – e tante volte siamo pieni di noi – ma chi si mantiene umile permette al Signore di compiere grandi cose (cfr v.49).
Il poeta Dante definisce la Vergine Maria «umile e alta più che creatura» (Paradiso XXXIII, 2). È bello pensare che la creatura più umile e alta della storia, la prima a conquistare i cieli con tutta sé stessa, in anima e corpo, trascorse la vita per lo più tra le mura domestiche, nell’ordinarietà, nell’umiltà. Le giornate della Piena di grazia non ebbero molto di eclatante. Si susseguirono spesso uguali, nel silenzio: all’esterno, nulla di straordinario. Ma lo sguardo di Dio è sempre rimasto su di lei, ammirato della sua umiltà, della sua disponibilità, della bellezza del suo cuore mai sfiorato dal peccato.
È un grande messaggio di speranza per ognuno noi; per te, che vivi giornate uguali, faticose e spesso difficili. Maria ti ricorda oggi che Dio chiama anche te a questo destino di gloria. Non sono belle parole, è la verità. Non è un lieto fine creato ad arte, una pia illusione o una falsa consolazione. No, è la pura realtà, viva e vera come la Madonna assunta in Cielo. Festeggiamola oggi con amore di figli, festeggiamola gioiosi ma umili, animati dalla speranza di essere un giorno con lei, in Cielo!
E preghiamola ora, perché ci accompagni nel cammino che dalla Terra porta al Cielo. Ci ricordi che il segreto del percorso è racchiuso nella parola umiltà, non dimentichiamo questa parola. E che la piccolezza e il servizio sono i segreti per raggiungere la meta, per raggiungere il Cielo.
Da “Giubileo, i giovani del mondo “invadono” Roma:
vogliamo vivere, non vivacchiare”
Daniele Piccini e Jacopo Mancini
Città del Vaticano, 29 luglio 2025
Il Giubileo dei Giovani cambia il volto di Roma. I maturi turisti americani, giapponesi, tedeschi, sempre presenti nei mesi estivi, hanno dovuto cedere il passo all’esercito pacifico di ragazze e ragazzi venuti per celebrare l’appuntamento dell’Anno Santo loro dedicato insieme a Papa Leone XIV. Solo ieri, lunedì 28 luglio, ne sono arrivati 500 mila da 146 Paesi. Le bandiere, le magliette, i cappelli e le bandane colorati delle Diocesi d’appartenenza riempiono metropolitane, strade, bus, bar, sotto la colonna sonora delle loro voci acerbe e dei loro tamburi.
Verso la Porta Santa
È attorno a piazza San Pietro, naturalmente, che questa allegra e variopinta entropia di giovani si concentra e si aggrega. Per dirigersi con i loro gruppi verso la Porta Santa partono da Piazza Pia, all’inizio di via della Conciliazione. I volontari che, dal gazebo allestito per accogliere i pellegrini dal Dicastero per l’Evangelizzazione, distribuiscono le croci di legno ai fedeli accreditati, oggi, non hanno avuto sosta. I gruppi “in partenza” verso San Pietro sono più numerosi del solito e si alternano senza pause. A rimarcare l’eccezionalità della giornata, a Piazza Pia, oltra al gazebo dei volontari, c’è la tenda di VolaInRete un’iniziativa di volontariato finalizzata all’accoglienza dei pellegrini, per dare loro informazioni su quale bus prendere, dove dirigersi o dove mangiare.
Dall’Ucraina per condividere la luce di Cristo
Per la fortuna di tutti, le piogge delle scorse ore hanno mitigato la temperatura e donato una tonalità di indaco al cielo di Roma. Del resto, non è certo dal caldo che questi giovani pellegrini si lascerebbero scoraggiare. Marta, avvolta dalla bandiera dell’Ucraina, arriva con le sue amiche da diverse regioni del Paese in guerra: Donetsk, Kyiv, Irpin. Il gruppo, accompagnato da una suora, è stato selezionato grazie a un’iniziativa lanciata da diverse parrocchie ucraine che hanno messo in palio biglietti per partecipare al Giubileo. Per queste ragazze, essere a Roma è un segno concreto di speranza e di fede viva, non solo per ciascuna di loro, ma per il loro Paese, che continua a essere teatro di violenze e instabilità. “Essere qui ci permette di ricevere, come Paese, il supporto dei cristiani di altri Paesi”, dice Marta, originaria di Irpin, città simbolo della distruzione causata dall’invasione russa iniziata nel febbraio 2022. “Possiamo condividere qui – prosegue Marta – le nostre storie di vita, le nostre esperienze, la nostra forza di amare, pregare e di combattere per le cose in cui crediamo. Ci aspettiamo di incontrare persone che ci accolgano, che ci diano il loro supporto e che condividano con noi quella luce che portano attraverso Cristo, e che portiamo anche noi. Ne abbiamo davvero bisogno”.
Marta sa che non tarderanno ad arrivare da parte di Papa Leone XIV parole di pace e di incoraggiamento per il suo Paese. “L’attenzione che Papa Leone XIV sempre dedica all’Ucraina è molto importante, non solo per chi è credente. Per noi ucraini leggere sui social o vedere nei media in generale, messaggi di incoraggiamento da altri Paesi o dal Pontefice, ci dà tanta forza e accresce la nostra fede. Vivere a Kyiv significa passare ogni notte nei rifugi anti-bombardamento: è difficile viverci e lavorarci. Questo sostegno – conclude la ragazza – è per noi una vera fonte di forza e di speranza, che ci aiuta a resistere alla disperazione quotidiana”.
Pace per il Libano e per il mondo
Anche Giorgio, che viene dal Libano, terra coinvolta nel conflitto che dal 7 ottobre 2023 scuote tutto il Medio Oriente, è venuto a Roma con un gruppo di 45 persone per sentirsi accolto dalla Chiesa universale. “Sono a Roma, per la prima volta, per essere vicino a Dio. È bellissimo vedere persone da tutto il mondo che vengono qui per Cristo. Dobbiamo tutti pregare per la pace, non sono in Libano, ma in tutto il mondo. Per questo siamo qui tutti. Speriamo che il Papa possa visitare prossimamente il nostro Paese e speriamo di poterlo accogliere in un Medio Oriente finalmente riappacificato”.
A Roma sotto il segno del beato Frassati
Orazio, 21 anni dalla parrocchia di San Paolo di Biella, sembra farsi portavoce delle istanze che tutti i giovani portano nel cuore quando, con idee molto chiare, dice di aspettarsi che, in questi giorni, “si parli di ecologia, di ambiente, di speranza, di pace, della risoluzione dei conflitti che ci sono nel Medio Oriente, ma anche in tutte le altre parti del mondo. Vogliamo una Chiesa che si schieri e lotti per la pace. Perché, come diceva il beato Pier Giorgio Frassati, piemontese come noi, ‘non vogliamo vivacchiare, vogliamo vivere’”.
AVVISI
- Sono aperte in segreteria parrocchiale le iscrizioni al corso preparatorio al Matrimonio cristiano che si terrà nei mesi di ottobre/dicembre 2025 – Inizio 13 ottobre 2025
- La segreteria parrocchiale nel mese di agosto è CHIUSA
- I locali e gli ambienti esterni dell’Oratorio nel mese di agosto sono CHIUSI (è possibile accedere solo per necessità di studio studenti delle superiori e universitari).
- E’ in distribuzione la proposta pastorale 2025/2026 dell’Arcivescovo dal titolo “Tra voi, però, non sia così!”. Si possono acquistare in chiesa al tavolo della buona stampa.
- Nel mese di agosto la S.Messa feriale delle ore 18 è soppressa (dal lunedì al venerdì)
AIUTO ALLA PARROCCHIA
L’aiuto alla parrocchia può essere sostenuta con l’offerta domenicale o in questi altri modi:
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