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Piccole Note – 11 ottobre 2020

Il Vangelo della domenica

Il seminatore usci a seminare …

“Il seminatore uscì a seminare…”: si tratta di una scena assolutamente quotidiana, per secoli ripetutasi ad ogni stagione. Gesù individua in questo atto quotidiano un piccolo dramma, che, senza esagerare, possiamo considerare una questione di vita o di morte, di fallimento o di successo. La semina in effetti è un rischio. La rinuncia ad un bene immediato, in vista di un bene futuro, ma incerto. Il tema portante della parabola è appunto questo fattore di rischio, di incertezza, per il quale l’azione apparentemente banale e ordinaria della semina diventa un’avventura di tutto rispetto.

 

Una parola amica

Messaggio dei Vescovi Lombardi ai fedeli della Lombardia                                                                     … 3 parte

Imparare a pregare

Come i discepoli spaventati sulla barca minacciata da onde troppo violente, anche la nostra preghiera è diventata un grido, una protesta: Signore, non t’importa che siamo perduti?” (Mc 4,38). La nostra fede, per quanto fragile, ha ispirato la persuasione che non si può vivere senza il Signore, che siamo perduti senza di Lui.

Dobbiamo ancora imparare a pregare.

Dobbiamo imparare la preghiera che lo Spirito di Dio suggerisce alla Sposa dell’Agnello, la preghiera ecclesiale e la preghiera che lo Spirito insegna chi non sa pregare in modo conveniente (cfr Rm 8,26), così che possiamo gridare: “Abbà, Padre!” (Rm 8,15).

Questo è il tempo adatto per imparare di nuovo a celebrare, a pregare insieme, a pregare personalmente, a pregare in famiglia. Ritroviamo nella domenica, nel giorno del Signore e “Pasqua della settimana”, il gusto e la gioia di riscoprirci Chiesa, popolo santo convocato intorno all’altare per celebrare l’Eucaristia, dopo i lunghi giorni in cui non è stato possibile radunarci.

Abbiamo bisogno di persone che insegnino a pregare, a esprimere la fede nel grido che sveglia il Signore, nell’alleluia che celebra la Pasqua, nella docilità che ascolta e medita la Parola di Dio, nell’intercessione che esprime la solidarietà con i tribolati delle nostre comunità e di tutta l’umanità invocando Maria e tutti i santi.

Le comunità cristiane, in varie forme presenti sul territorio, si devono riconoscere come “luoghi di preghiera, di adorazione, di celebrazione” per riconoscere la presenza del Signore, il Vivente. È necessario incoraggiare la fedele partecipazione alla Eucaristia domenicale e, per chi può anche feriale: famiglie e bambini, ragazzi e giovani, adulti e anziani, tutti siamo convocati alla mensa del Risorto, parola e pane di vita.

… continua

 

CARLO ACUTIS     BEATO

Carlo Acutis muore a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, lasciando nel ricordo di tutti coloro che l’hanno conosciuto un grande vuoto ed una profonda ammirazione per quella che è stata la sua breve ma intensa testimonianza di vita autenticamente cristiana. Da quando ha ricevuto la Prima Comunione a 7 anni, non ha mai mancato all’appuntamento quotidiano con la Santa Messa. Cercava sempre o prima o dopo la celebrazione eucaristica di sostare davanti al Tabernacolo per adorare il Signore presente realmente nel Santissimo Sacramento. La Madonna era la sua grande confidente e non mancava mai di onorarla recitando ogni giorno il Santo Rosario.

Per citare le stesse parole di Carlo: “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”. Sua è la frase: “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie”. Per orientarsi verso questa Meta e non “morire come fotocopie” servono Mezzi specialissimi: i Sacramenti e la preghiera. In particolare Carlo metteva al centro della propria vita il Sacramento dell’Eucaristia che chiamava “la mia autostrada per il Cielo”.

Carlo era dotatissimo per tutto ciò che è legato al mondo dell’informatica tanto che sia i suoi amici, che gli adulti laureati in ingegneria informatica lo consideravano un genio. ​ Prima di morire è stato capace di offrire le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa.

“Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita. Sono contento di morire perché ho vissuto la mia vita senza sciupare neanche un minuto di essa in cose che non piacciono a Dio”.

AVVISI                                                                    11 ottobre

Gli orari delle S. Messe

Prefestiva   ore 18.00

Domenica   ore 8.30 -10.00 – 11.30 – 19.00

Festa Dergano

Oggi domenica 11 ottobre è la festa della Parrocchia e del nostro quartiere di Dergano.

Affidiamo al Signore la vita di tuti i fedeli e degli abitanti di questo nostro territorio in questo periodo così travagliato, ma anche così significativo per le occasioni di bene e di amicizia che ci sono offerte.

Nel pomeriggio si svolgeranno giochi, sfide e spettacoli in nel cortile dell’oratorio.

La conclusione sarà alla 19.00 con una spaghettata seguita da una serata di canti con gli studenti delle superiori.

Lunedì 12 alle ore 11 in chiesa si celebrerà la messa per i defunti alla quale sono stati invitati i sacerdoti originari di Dergano e quanti hanno prestato servizio in questa parrocchia

Oratorio

Da lunedì sarà possibile frequentare i cortili dell’oratorio dalle ore 16.00 alle 18.30 rispettando le regole previste (patto di collaborazione con le famiglie, firma per chi adulto entra in oratorio mascherine e distanziamento).

Il bar sarà aperto ma solo per caffè e altro, ma non si potrà sostare ai tavoli o giocare a carte.

Chiediamo un aiuto a tutti perché da volontari possono vigilare sull’accoglienza giornaliera in oratorio (almeno una persona nell’orario di apertura). Un aiuto particolare chiediamo per accompagnare i ragazzi nello studio. Chi desidera offrirsi per questo servizio si rivolga a don Gabriele, don Mario e in segreteria

La partecipazione leale a questo presenza educativa è occasione preziosa per la crescita delle persone, delle famiglie della nostra comunità e per un aiuto effettivo ai ragazzi