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Piccole Note – 13 giugno 2021

III DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei» (Mc 10, 11)

Si parla molto in questi tempi di come sia possibile, alla luce di queste parole di Gesù, conciliare l’indissolubilità del matrimonio con la misericordia. Sembra proprio che una escluda necessariamente l’altra. Eppure se guardiamo al Gesù che i Vangeli ci consegnano, si ha l’impressione che la chiarezza dei principi, dei valori e delle leggi che Lui insegna e ribadisce non siano mai un limite, un ostacolo che frena la Sua misericordia, ma che tutto si armonizzi in Lui meravigliosamente.

 

Letture dell’estate

Il nostro bisogno di perdono

Si respira finalmente aria di ripartenza.

Lo ha sottolineato con pacata certezza il presidente Draghi nella sua recente visita in Emilia-Romagna. “Si percepisce sollievo, entusiasmo, una voglia di ricominciare e sprigionare le proprie energie produttive e imprenditoriali, la propria visione del mondo. È una cosa che dà conforto”. E il presidente Mattarella nel discorso del 2 giugno al Quirinale ricordava che oggi, come fu nel ’46, è “tempo di costruire il futuro”.

Dopo mesi di chiusure, di provvedimenti reiterati e spesso inefficaci, di imprenditori sempre più disperati, di vaccini bloccati, di curve pandemiche che non accennavano a dare tregua, di tante e tante persone provate dalla malattia, dopo tutto questo tempo che ha logorato energie economiche e affettive, finalmente tiriamo un sospiro di sollievo.

Questo clima positivo fa bene al cuore, lo fa riaccendere. E ci fa capire che siamo fatti per il bene. Così come lo smarrimento e la solitudine dei mesi duri, se abbiamo avuto il coraggio di guardarli senza fuggire, ci hanno svelato la fragilità del nostro essere uomini, altrettanto il sollievo che si prova oggi documenta l’attesa di bene che ci costituisce.

Come scrive Cesare Pavese nel Mestiere di vivere, “Com’è grande il pensiero che veramente nulla a noi è dovuto. Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?”. È lo stesso Pavese che anni prima, in alcuni versi di Lavorare stanca, sembra aver anticipato una risposta a queste domande: “Ti ride negli occhi la stranezza di un cielo che non è il tuo”. Siamo fatti di un cielo che non è il nostro, ma che ci definisce, quel cielo che rende il nostro cuore attesa e desiderio di bene.

Ma la ripartenza che sta venendo incontro alla nostra attesa è una ripartenza difficile. Giuseppe De Rita in una recente intervista ad Avvenire, paragonando il 2 giugno di oggi a quello del ’46, ha il coraggio di dire che “oggi tutto è più complesso”. E prosegue affermando “Si può costruire qualcosa se esiste un desiderio. Oggi la società non ha grandi desideri. C’è più egoismo” Sollecitato ulteriormente sul tema della rinascita, con decisione afferma che “lo sviluppo lo fanno le persone. Dietro ogni miracolo italiano ci sono le persone. Un obiettivo generale deve maturare dentro la testa di milioni di persone e non può essere la politica a fissare la meta”.

Certo! Non può essere la politica a ricordare agli uomini cosa attendono e cosa desiderano! “Quello che cerco l’ho nel cuore”, esclama l’Odisseo di Pavese nei Dialoghi con Leucò. È ciò che abbiamo nel cuore, il desiderio, che può fissare anche la meta di cui parla De Rita, che può farci intravvedere il vantaggio umano di una vita vissuta non nell’individualismo e nell’egoismo.

Ma la realtà, proprio in questi giorni di ripartenza, non ci sta risparmiando l’esperienza di drammi, contraddizioni, violenze. I morti della funivia del Mottarone, il ricordo delle truci stragi di mafia che la liberazione di Giovanni Brusca ci ha riproposto, l’inarrestabile sequenza di violenze con la quale si continua ad uccidere e ad uccidersi, ci fanno avvertire un ultimo struggente bisogno. È come se il cuore invocasse non solo legittima giustizia, ma anche qualcosa d’altro. L’esigenza di una misura diversa anche davanti al male. Un bisogno di novità, il desiderio di incontrare qualcuno che abbia subìto il male e che dica “perdono”. C’è stato un uomo duemila anni fa che lo ha detto e da allora tanti lo hanno imitato. Uomini così indicano la strada di uno sviluppo all’altezza del desiderio.

Emilia Guarnieri   da “Il sussidiario “ 7 giugno 2021

Avvisi   13 giugno  

Dopo la celebrazioni di tante solennità, riprende anche nella vita della chiesa il tempo quotidiano da vivere resi certi dal dono di Gesù alla nostra vita

  1. Oggi 13 Giugno ANTONIO DI PADOVA, affidiamo a lui nella preghiera la nostra comunità.
  1. Oratorio estivo

Continua l’oratorio estivo che vede impegnati tra animatori e ragazzi con don Gabriele circa 300 persone. E’ un grande impegno di tutta la comunità per una esperienza significativa di amicizia dei nostri ragazzi.

  1. Fidanzati

Lunedì 14 giugno alle ore 21.00 in presenza presso la Sala Veronelli ci rivedremo per un incontro con i fidanzati che hanno frequentato il Corso nei mesi scorsi e ora si stanno preparando a celebrare il matrimonio

Per sostegno alla parrocchia

Chi avesse desiderio di contribuire economicamente, potrà farlo donando al fondo di solidarietà per la carità e alle necessità della parrocchia con:

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