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Piccole Note – 18 aprile 2021

III   DOMENICA  DI  PASQUA

«Non sia turbato il vostro cuore»  (Gv 14, 1)

I discorsi di addio riportati dal Vangelo di Giovanni sono le parole confidenziali che Gesù rivolge ai suoi. Sono testi meravigliosi, in cui si sente l’amicizia piena di affetto e il desiderio di donare una speranza più forte delle minacce che incombono.

Gesù infatti vuole sempre rassicurarci in ogni turbamento e lo fa donandoci la sua pace, che accompagna e sostiene quasi miracolosamente anche nei momenti più difficili della vita, permettendoci di attraversarli con la sua forza.

Una vita donata  

don Gerolamo Castiglioni

L’offerta definitiva della sua vita a Dio si è compiuta proprio nei giorni in cui la chiesa fa memoria della passione di Gesù della sua Resurrezione.

Don Gerolamo Castiglioni, nato il 3 luglio 1946 a Gorla Minore (Varese), è morto il 9 aprile all’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, alle porte di Milano, dove era ricoverato da tempo. Da studente di teologia e all’inizio del suo sacerdozio, nei tempestosi anni Settanta, aveva accarezzato l’idea che per fare il prete fosse necessario partecipare alla “rivoluzione” che ambisce a risolvere i problemi dell’umanità, poi nell’incontro con don Luigi Giussani ha scoperto il cammino rivoluzionario del cristianesimo come liberazione integrale della persona chiamando questo fatto la sua “Damasco”. Un incontro che, come ha scritto don Juliàn Carròn nel ricordo che gli ha riservato, “aveva esaltato la sua vita sacerdotale e la sua affezione a Cristo e alla Chiesa”.

La cultura e l’educazione sono state le sue grandi passioni: ha avviato diversi progetti editoriali nelle parrocchie che ha guidato e per quasi un decennio, negli anni Ottanta, ha diretto “Città Nostra”, il settimanale diocesano della zona pastorale di Sesto San Giovanni. Intensa è stata anche la sua attività per la promozione della libertà educativa e nel favorire attività ispirate alla dimensione missionaria, organizzando incontri con tanti testimoni della fede presenti in varie parti del mondo e promuovendo iniziative per sostenere opere missionarie.

Non sono mancate le fatiche e le incomprensioni, alle quali nell’ultima parte della sua esistenza si sono aggiunte le sofferenze fisiche: circostanze che hanno temprato la sua fede facendogli scoprire l’essenzialità di una vita donata a Colui che aveva “rivoluzionato” la sua.

Il saluto di don Mario

Desidero rivolgere un saluto riconoscente a don Gerolamo a nome mio e di tutta la comunità parrocchiale di Dergano.

Don Gerolamo ha svolto generosamente il servizio pastorale nei sei anni trascorsi a Dergano, in momenti non facili né per sé né per la realtà che era stato mandato a servire, dopo i tanti anni trascorsi a Bareggio dove – lo si vede anche oggi – è grande l’affetto per lui.

Ha saputo essere padre di tutti, valorizzando ciò che ha trovato, esortando a una presenza e testimonianza viva. La sua affabilità ancora in questi giorni mi è stata ricordata da molti.

Poi è venuto il tempo della malattia e della conseguente fragilità, e a seguire il momento del difficile distacco.

Ho avuto da allora tanti momenti di incontro con lui, interrotti purtroppo con l’inizio della pandemia. Soprattutto in queste occasioni ho potuto sperimentare più a fondo la sua grande paternità rivolta a me che ero stato chiamato a sostituirlo. Soprattutto mi ha testimoniato il suo vivere la malattia come offerta per le persone a cui ha voluto sempre molto bene e per la Chiesa tutta.

Ha così risposto con la vita a quanto lo esortava a fare un grande amico suo e nostro, l’Arcivescovo emerito di Milano Cardinale Angelo Scola che gli scrisse:

“Carissimo don Girolamo, ho avuto la tua lettera aperta da cui traspare tutta la ricchezza intessuta in parti uguali di gioia e di dolore, come scrive Claudel, del tuo cuore sacerdotale. Te ne sono molto grato e ti chiedo di offrire la tua attuale condizione per il bene della nostra amata Chiesa. So che lo stai già facendo, ma come siamo stati educati a riconoscere, ciò che richiamiamo all’altro non può che nascere anzitutto da un richiamo a sé.”

Questo ha vissuto per ciascuno di noi don Girolamo.

Grazie: ora che sei con il Signore accompagnaci in questa nostra grande avventura.