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Piccole Note – 21 giugno 2020

III DOMENICA DOPO PENTECOSTE

 

Dio e l’uomo

«Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio» (Gv 3, 21)

Per Giovanni il contrario di fare il male è “fare la verità”. Ciò significa comporre una vita che ha senso, che realizza veri uomini e vere donne, che non si lascia schiacciare dagli inganni.

Ma “fare la verità” è un’opera sempre incompiuta, si concretizza solo continuando a camminare: è un andare verso la Luce, che è Gesù, rivivendolo sempre più pienamente, immergendosi sempre di più nei suoi sentimenti e lasciandosi trasfigurare dal suo Amore.

Così una vita diventa sempre più “chiara”, fa trasparire che siamo davvero figli di Dio e che Lui vive in noi

Lettera di Pentecoste              + Mario Delpini

La sinfonia delle diversità

«Siamo un cuore solo e un’anima sola per grazia di Spirito Santo: le differenze che sono tra noi, le difficoltà di intesa e di collaborazione che talora sperimentiamo, le divergenze nella lettura della situazione del Paese e anche della Chiesa non bastano a dividerci, non devono dividerci. Siamo chiamati a costruire la Chiesa dalle genti, a far sì che differenze ben più marcate contribuiscano a una sinfonia che canti le lodi del Signore! Molte difficoltà di relazione sono dovute a meschinità e miopie: avremo la grazia di superarle, se lo chiediamo con fede e consentiamo allo Spirito di Gesù di abitare in noi. La grazia di Pentecoste porta frutto specialmente nella carità fraterna e nella missione».

L’annuncio a tutti

“La Pentecoste ci ricorda l’effusione dello Spirito sui discepoli che si spalancano così ad una missione senza confini. La Pentecoste ci ricorda anche il dono dei diversi carismi che arricchiscono il popolo di Dio e che il Paraclito non fa mai mancare alla Chiesa perché possa sempre rispondere con generosità in ogni tempo al compito di annunciare efficacemente il Vangelo. Ognuno è chiamato a mettere i doni dello Spirito Santo a servizio della Chiesa e della sua missione. Per questo i discepoli non sono autorizzati al lamento, né alla rassegnazione, né alla nostalgia sterile, né a screditare se stessi o il tempo che vivono: i cieli e la terra sono pieni della gloria di Dio».

Puntare sui giovani

Se ciascuno è coinvolto, un’attenzione particolare deve essere rivolta ai giovani, che sono il futuro della società e della Chiesa. «Dovremmo domandarci come sia possibile che i giovani siano missionari presso i giovani. Abbiamo però bisogno di fiducia, di gioia, di stima. L’impegno per la continuità e il rinnovamento del Servizio per i giovani e l’università della Diocesi di Milano è una dichiarazione dell’intenzione che la Diocesi vuole continuare a investire nella cura per la fede e il discernimento pastorale dei giovani».

Catechesi sulla preghiera/ 5    Papa Francesco

Nel nostro itinerario sul tema della preghiera, ci stiamo rendendo conto che Dio non ha mai amato avere a che fare con oranti “facili”. Quando Dio lo chiama, Mosè è umanamente “un fallito Ed è proprio nel silenzio del deserto di Madian che Dio convoca Mosè alla rivelazione del roveto ardente: «“Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio».

Con questi timori, con questo cuore che spesso vacilla, come può pregare Mosè? Anzi, Mosè appare uomo come noi. E anche questo succede a noi: quando abbiamo dei dubbi, ma come possiamo pregare? Non ci viene di pregare. Ed è per questa sua debolezza, oltre che per la sua forza, che ne rimaniamo colpiti. Mosè non rinnega Dio, ma neppure rinnega il suo popolo. È coerente con il suo sangue, è coerente con la voce di Dio. Mosè non è dunque condottiero autoritario e dispotico; anzi, il libro dei Numeri lo definisce “più umile e mansueto di ogni uomo sulla terra” (cfr 12,3). Nonostante la sua condizione di privilegiato, Mosè non cessa di appartenere a quella schiera di poveri in spirito che vivono facendo della fiducia in Dio il viatico del loro cammino. È un uomo del popolo.

Così, il modo più proprio di pregare di Mosè sarà l’intercessione. La sua fede in Dio fa tutt’uno con il senso di paternità che nutre per la sua gente. La Scrittura lo raffigura abitualmente con le mani tese verso l’alto, verso Dio, quasi a far da ponte con la sua stessa persona tra cielo e terra. Perfino nei momenti più difficili, perfino nel giorno in cui il popolo ripudia Dio e lui stesso come guida per farsi un vitello d’oro, Mosè non se la sente di mettere da parte la sua gente. È il mio popolo. È il tuo popolo. È il mio popolo. Non rinnega Dio né il popolo. Così è Mosè: “Perdona Signore il loro peccato, altrimenti se Tu non perdoni, cancellami dal tuo libro che hai scritto. E questa è la preghiera che i veri credenti coltivano nella loro vita spirituale. E Mosè è figura di Gesù che oggi prega per noi, intercede per noi. Mosè ci sprona a pregare con il medesimo ardore di Gesù, a intercedere per il mondo, a ricordare che esso, nonostante tutte le sue fragilità, appartiene sempre a Dio.

AVVISI                                              DOMENICA  21 giugno  

Le messe fino a fine giugno seguono questo orario

Sabato                 ore 17.30 – 19.00

Domenica            ore   8.30 – 10.00 – 11.30 / ore 17.30 – 19.00

Feste della settimana

Celebriamo oggi la festa di San Luigi Gonzaga, giovane gesuita che si è donato a tutti i malati in occasione della pestilenza ed è morto molto giovane. Da sempre è il protettore dei giovani

Feste di S. Giovanni Battista

Mercoledì 24 giugno,  celebriamo la festa della natività miracolosa di San Giovanni Battista, il precursore di Gesù

Oratorio Estivo

Continua l’oratorio estivo: come sapete partecipano all’oratorio estivo gruppi di ragazzi molto limitati.  E’ per i partecipanti una significativa occasione di amicizia e di speranza. Desideriamo ringraziare tutte le persone che con don Gabriele stanno danno la loro disponibilità ad accompagnare questa esperienza.

Carità

Continua la distribuzione di viveri alle famiglie bisognose: nella prossima settimana solo lunedì

Aiuto alla parrocchia

Entra in Satispay, cerca (tra i negozi virtuali) Parrocchia Dergano e dona

Bonifico al seguente IBAN IT87W0306909606100000066416

Firma del 5 per mille: alcuni riferimenti

Fraternità Sacerdotale San Carlo     97408060586

Banco di Solidarietà Dergano          97371190154

Fondazione Mandelli – Rodari         80031350152