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Piccole Note – 24 gennaio 2021

III DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

«Gli risposero: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qui”» (Mt 14, 17-18)

Spesso Gesù ci lascia toccare con mano la nostra pochezza. Vorremmo fare anche grandi cose, ma siamo quello che siamo e a volte ci sentiamo schiacciati dalla nostra impotenza. Possiamo anche metterci d’impegno, ma i nostri sforzi sono vani, non capiamo in cosa stiamo sbagliando.

È il momento di guardare in alto, sapendo che tutto dipende da Lui e non da noi. Quando abbiamo la consapevolezza che tutto ciò che facciamo è opera sua, allora nasceranno cose grandi con nostra stessa meraviglia. 

La parola del Papa: commento al Vangelo di Giovanni

Il primo incontro   cap. 1

Il Vangelo di questa domenica presenta l’incontro di Gesù con i suoi primi discepoli. La scena si svolge presso il fiume Giordano, il giorno dopo il battesimo Gesù. È lo stesso Giovanni Battista a indicare a due di loro il Messia con queste parole: «Ecco l’agnello di Dio!». E quei due, fidandosi della testimonianza del Battista, vanno dietro a Gesù. Lui se ne accorge e chiede: «Che cosa cercate?», e loro gli domandano: «Maestro, dove dimori?» (v. 38).

Gesù non risponde: “Abito a Cafarnao o a Nazareth”, ma dice: «Venite e vedrete» (v. 39). Non un biglietto da visita, ma l’invito a un incontro. I due lo seguono e quel pomeriggio rimangono con Lui. Non è difficile immaginarli seduti a fargli domande e soprattutto ad ascoltarlo, sentendo che il loro cuore si riscalda sempre più mentre il Maestro parla. Avvertono la bellezza di parole che rispondono alla loro speranza più grande. E all’improvviso scoprono che, mentre intorno si fa sera, in loro, nel loro cuore, esplode la luce che solo Dio può donare. Una cosa che attira l’attenzione: uno di loro, sessant’anni dopo, o forse di più, scrisse nel Vangelo: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39), scrisse l’ora. E questa è una cosa che ci fa pensare: ogni autentico incontro con Gesù rimane nella memoria viva, non si dimentica mai. Tanti incontri tu li dimentichi, ma l’incontro vero con Gesù rimane sempre. E questi, tanti anni dopo, si ricordavano anche l’ora, non avevano potuto dimenticare questo incontro così felice, così pieno, che aveva cambiato la loro vita.

Poi, quando escono da questo incontro e ritornano dai loro fratelli, questa gioia, questa luce straripa dai loro cuori come un fiume in piena. Uno dei due, Andrea, dice al fratello Simone – che Gesù chiamerà Pietro quando lo incontrerà –: «Abbiamo trovato il Messia» (v. 41). Sono usciti sicuri che Gesù era il Messia, certi.

 

Fermiamoci un momento su questa esperienza dell’incontro con Cristo che chiama a stare con Lui. Ogni chiamata di Dio è un’iniziativa del suo amore. Sempre è Lui che prende l’iniziativa, Lui ti chiama. Dio chiama alla vita, chiama alla fede, e chiama a uno stato particolare di vita: “Io voglio te qui”. La prima chiamata di Dio è quella alla vita, con la quale ci costituisce come persone; è una chiamata individuale, perché Dio non fa le cose in serie. Poi

Dio chiama alla fede e a far parte della sua famiglia, come figli di Dio. Infine, Dio chiama a uno stato particolare di vita: a donare noi stessi nella via del matrimonio, in quella del sacerdozio o della vita consacrata. Sono modi diversi di realizzare il progetto di Dio, quello che Lui ha su ciascuno di noi, che è sempre un disegno d’amore. Dio chiama sempre. E la gioia più grande per ogni credente è rispondere a questa chiamata, offrire tutto sé stesso al servizio di Dio e dei fratelli.

Fratelli e sorelle, di fronte alla chiamata del Signore, che ci può giungere in mille modi anche attraverso persone, avvenimenti lieti e tristi, a volte il nostro atteggiamento può essere di rifiuto – “No… Ho paura… –, rifiuto perché essa ci sembra in contrasto con le nostre aspirazioni; e anche la paura, perché la riteniamo troppo impegnativa e scomoda: “Oh non ce la farò, meglio di no, meglio una vita più tranquilla… Dio là, io qua”. Ma la chiamata di Dio è amore, dobbiamo cercare di trovare l’amore che è dietro ogni chiamata, e si risponde ad essa solo con l’amore. Questo è il linguaggio: la risposta a una chiamata che viene dall’amore è solo l’amore. All’inizio c’è un incontro, anzi, c’è l’incontro con Gesù, che ci parla del Padre, ci fa conoscere il suo amore. E allora anche in noi sorge spontaneo il desiderio di comunicarlo alle persone che amiamo: “Ho incontrato l’Amore”, “ho incontrato il Messia”, “ho incontrato Dio”, “ho incontrato Gesù”, “ho trovato il senso della mia vita”. In una parola: “Ho trovato Dio”.

La Vergine Maria ci aiuti a fare della nostra vita un canto di lode a Dio, in risposta alla sua chiamata e nell’adempimento umile e gioioso della sua volontà. Ma ricordiamo questo: per ognuno di noi, nella vita, c’è stato un momento nel quale Dio si è fatto presente più fortemente, con una chiamata. Ricordiamola. Andiamo indietro a quel momento, perché la memoria di quel momento ci rinnovi sempre nell’incontro con Gesù.

 

AVVISI                                                                       24 gennaio 

Viviamo nella certezza che il Signore è tra noi: l’Eucaristia che celebriamo è il segno visibile e concreto della presenza di Gesù alla nostra vita e del suo desiderio di accompagnarci nell’esistenza chiamando ciascuno ad un compito concreto

“ date loro voi stessi da mangiare”

Santi

Oggi celebriamo la festa di S. Giovanni Bosco grande amico ed educatore dei ragazzi e dei giovani. A lui chiediamo aiuto per la loro crescita

Lunedì 25 si conclude l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani con la festa della Conversione di San Paolo

Catechismo

Martedì 26 gennaio i ragazzi del catechismo sono invitati alle 17.00 ad un momento di preghiera in occasione della settimana dell’educazione: incontreremo la bella figura di Carlo Acutis dichiarato beato lo scorso autunno

Festa della famiglia

Domenica 31 gennaio celebriamo la festa della famiglia.

Lo faremo in modo particolare

Alla messa delle ore 10.00 con i ragazzi e le loro famiglie

Alla messa delle ore 11.30 con la presentazione dei fidanzati

Nel pomeriggio sulla piattaforma Zoom alle ore 15.30 si svolgerà un gioco che coinvolgerà tutti i ragazzi e le loro famiglie

Per aiuto alla carità e alla Parrocchia

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