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Piccole Note – 29 maggio 2022

«Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio» (Lc 24, 50-53)

I discepoli infatti, lungi dall’essere tristi per la dipartita del Risorto, sono colmi di gioia, sono avvolti da una Presenza che li trasforma, come se vivessero ormai definitivamente nel nuovo mondo in cui Gesù li ha portati. Il loro rimanere nel tempio esprime il desiderio di non uscire più da quell’incanto, pur dovendo rimanere dentro le vicende terrene che presto si faranno per loro molto tempestose. Quella presenza del Risorto che li ha colmati di stupore e di gioia non è svanita: Lui è davvero con loro fino alla fine del mondo.

La parola del Papa all’Angelus                    

22 maggio 2022

Nel Vangelo della Liturgia di oggi Gesù, dando l’addio ai suoi discepoli durante l’ultima cena, dice, quasi come una sorta di testamento: «Vi lascio la pace». E subito aggiunge: «Vi do la mia pace» (Gv 14,27).

Anzitutto vi lascio la pace. Gesù si congeda con parole che esprimono affetto e serenità, ma lo fa in un momento tutt’altro che sereno. Giuda è uscito per tradirlo, Pietro sta per rinnegarlo, e quasi tutti per abbandonarlo: il Signore lo sa, eppure non rimprovera, non usa parole severe, non fa discorsi duri. Anziché mostrare agitazione, rimane gentile fino alla fine. Prova paura e dolore, ma non dà spazio al risentimento e alla protesta. E da qui sgorga la pace che Gesù ci lascia. Perché non si può lasciare agli altri la pace se non la si ha in sé. Non si può dare pace se non si è in pace. Chiediamoci se, nei luoghi dove viviamo, noi discepoli di Gesù ci comportiamo così: allentiamo le tensioni, spegniamo i conflitti? Siamo anche noi in attrito con qualcuno, sempre pronti a reagire, a esplodere, o sappiamo rispondere con la non violenza, sappiamo rispondere con gesti e parole di pace? Come reagisco io? Ognuno se lo domandi.

Qui ci viene in aiuto la seconda frase di Gesù: vi do la mia pace. Gesù sa che da soli non siamo in grado di custodire la pace, che ci serve un aiuto, un dono. La pace, che è impegno nostro, è prima di tutto dono di Dio. Gesù infatti dice: «Vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (v. 27). Che cos’è questa pace che il mondo non conosce e il Signore ci dona? Questa pace è lo Spirito Santo, lo stesso Spirito di Gesù. È la presenza di Dio in noi, è “la forza di pace” di Dio. È Lui, lo Spirito Santo, che disarma il cuore e lo riempie di serenità. È Lui, lo Spirito Santo, che scioglie le rigidità e spegne le tentazioni di aggredire gli altri. “Signore, dammi la tua pace, dammi lo Spirito Santo”. La Madonna ci aiuti ad accogliere lo Spirito Santo per essere operatori di pace.

Zuppi è il nuovo presidente dei vescovi.

«La Chiesa parla a tutti e vuole raggiungere il cuore di tutti»

Le prime parole pubbliche del neopresidente sono state: “Comunione e missione sono le parole che sento nel cuore. Cercherò di fare del mio meglio, restiamo uniti nella sinodalità”.

«La fiducia del Papa che presiede nella carità con il suo primato, e della collegialità dei vescovi, insieme alla sinodalità, è la Chiesa. E queste tre dinamiche sono quelle che mi accompagneranno e di cui sento tanto la responsabilità». Una Chiesa che per il porporato deve essere in movimento. «La missione è quella di sempre: la Chiesa che parla a tutti e parla con tutti», spiega. «La Chiesa che sta per strada e che cammina, la Chiesa che parla un’unica lingua, quella dell’amore, nella babele di questo mondo».

Zuppi accenna al momento che stiamo vivendo, segnato dalle «pandemie». Quella del Covid, innanzitutto, «con le consapevolezze e le dissennatezze che ha rivelato e provocato», e adesso la «pandemia della guerra» in Ucraina, senza dimenticare «tutti gli altri pezzi delle altre guerre». Il pensiero finale è per la Madonna di San Luca, che si festeggia a Bologna proprio oggi: «Metto tutto nelle sue mani e le chiedo di accompagnarmi e di accompagnarci in questo cammino della Chiesa italiana».

AVVISI  29 maggio

Mese di maggio

Martedì 31 maggio concluderemo il mese di maggio con la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria.

In questa settimana ci prepariamo con la novena alla Solennità di Pentecoste che celebreremo la prossima domenica chiedendo il dono dello Spirito che rinnovi la faccia della Terra

Oratorio estivo

Continuano le iscrizioni all’oratorio estivo da lunedì al venerdì dalle 18.00 alle 19.00

Volontari dell’Accoglienza

«Ogni porta un sorriso» è il titolo del momento di preghiera, testimonianze e ringraziamento che si svolgerà giovedì 2 giugno guidata dall’Arcivescovo dalle 17.30 alle 19, nel Santuario dell’Addolorata a Rho (corso Europa 228) a cui sono invitati coloro che durante la pandemia si sono dedicati all’accoglienza nelle Chiesa

Aiuto alla Chiesa

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