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Piccole Note – 6 marzo 2022

I di Quaresima

Viene il tempo della Quaresima. Non è che possa essere per ciascuno di noi possibilità di un ascolto rinnovato del proprio cuore e quindi dell’attesa di una Parola che lo scaldi di nuovo, che lo renda certo e capace di affrontare dignitosamente e lealmente la realtà?

Possiamo immaginare che anche i discepoli di Gesù vivessero con fatica la loro esistenza, incerti per il loro lavoro, incapaci di immaginare un futuro per sè e i loro cari al di là del loro piccolo lago.

Incontrano Gesù, il suo sguardo legge fin nel profondo il loro cuore: sentono la presenza di Uno che ha a cuore la loro esistenza e di fronte alla chiamata di Gesù lasciano tutto e lo seguono.

Una decisione che cambia la loro vita ma che li fa sentire ancora più dentro i rapporti familiari, più capaci di affrontare la vita, più certi del futuro. La Quaresima è il tempo in cui la persona di Gesù si manifesta e rivela in tutta la sua potenza umana: a noi è solo chiesto la semplicità del cuore di seguirlo. Da lì la vita ricomincia per noi e per tutti.

Dal messaggio del Papa per la Quaresima 2022

“Non stanchiamoci di fare il bene.” La risurrezione di Cristo anima le speranze terrene con la “grande speranza” della vita eterna e immette già nel tempo presente il germe della salvezza (cfr Benedetto XVI, Enc. Spe salvi, 3; 7). Di fronte all’amara delusione per tanti sogni infranti, di fronte alla preoccupazione per le sfide che incombono, di fronte allo scoraggiamento per la povertà dei nostri mezzi, la tentazione è quella di chiudersi nel proprio egoismo individualistico e rifugiarsi nell’indifferenza alle sofferenze altrui. Effettivamente, anche le migliori risorse sono limitate: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono” (Is 40,30).

Ma Dio “dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. […] Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (Is 40,29.31). La Quaresima ci chiama a riporre la nostra fede e la nostra speranza nel Signore (cfr 1 Pt 1,21), perchè solo con lo sguardo fisso su Gesù Cristo risorto (cfr Eb 12,2) possiamo accogliere l’esortazione dell’Apostolo: “Non stanchiamoci di fare il bene” (Gal 6,9).

“Non stanchiamoci di pregare.” Gesù ha insegnato che è necessario pregare sempre, senza stancarsi mai  ( Lc 18,1). Abbiamo bisogno di pregare perchè abbiamo bisogno di Dio. Quella di bastare a noi stessi è una pericolosa illusione. Se la pandemia ci ha fatto toccare con mano la nostra fragilità personale e sociale, questa Quaresima ci permetta di sperimentare il conforto della fede in Dio, senza la quale non possiamo avere stabilità (cfr Is 7,9). Nessuno si salva da solo, perchè siamo tutti nella stessa barca tra le tempeste della storia; [2] ma soprattutto nessuno si salva senza Dio, perchè solo il mistero pasquale di Gesù Cristo dà la vittoria sulle oscure acque della morte. La fede non ci esime dalle tribolazioni della vita, ma permette di attraversarle uniti a Dio in Cristo, con la grande speranza che non delude e il cui pegno è l’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,1-5).

“Non stanchiamoci di estirpare il male dalla nostra vita.” Il digiuno corporale a cui ci chiama la Quaresima fortifichi il nostro spirito per il combattimento contro il peccato. Non stanchiamoci di chiedere perdono nel sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, sapendo che Dio mai si stanca di perdonare. [3] Non stanchiamoci di combattere contro la concupiscenza, quella fragilità che spinge all’egoismo e ad ogni male, trovando nel corso dei secoli diverse vie attraverso le quali far precipitare l’uomo nel peccato (cfr Enc. Fratelli tutti, 166). Una di queste vie è il rischio di dipendenza dai media digitali, che impoverisce i rapporti umani. La Quaresima è tempo propizio per contrastare queste insidie e per coltivare invece una più integrale comunicazione umana (cfr ibid., 43) fatta di ”incontri reali” ( ibid., 50), a tu per tu.

“Non stanchiamoci di fare il bene nella carità operosa verso il prossimo.” Durante questa Quaresima, pratichiamo l’elemosina donando con gioia (cfr 2 Cor 9,7). Dio “che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento” (2 Cor 9,10) provvede per ciascuno di noi non solo affinchè possiamo avere di che nutrirci, bensì affinchè possiamo essere generosi nell’operare il bene verso gli altri. Se è vero che tutta la nostra vita è tempo per seminare il bene, approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per prenderci cura di chi ci è vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita (cfr Lc 10,25-37). La Quaresima è tempo propizio per cercare, e non evitare, chi è nel bisogno; per chiamare, e non ignorare, chi desidera ascolto e una buona parola; per visitare, e non abbandonare, chi soffre la solitudine. Mettiamo in pratica l’appello a operare il bene verso tutti, prendendoci il tempo per amare i più piccoli e indifesi, gli abbandonati e disprezzati, chi è discriminato ed emarginato (cfr Enc. Fratelli tutti, 193).