Piccole Note – 9 aprile 2023

PASQUA DI RESURREZIONE

 «Le disse Gesù:
“Donna, perché piangi? Chi cerchi?”» (Gv 20, 15)

Nel Vangelo di Giovanni la prima parola di Gesù, rivolta ai primi discepoli, è: «Che cosa cercate?». Così nelle sue prime parole il Risorto domanda a Maria: «Chi cerchi?». Dio inizia sempre dal risvegliare le nostre attese, dall’interrogare i nostri desideri più profondi, portando alla luce ciò che si muove nel cuore. È quello il nostro punto di contatto possibile con Dio, quella ricerca è il segno della presenza di Dio in noi, quella sete di infinito che ci contraddistingue. Una sete che non è mai morta del tutto, perché il Risorto che vive in noi la terrà sempre in vita sino all’ultimo.

Riflessione sulla Pasqua      Papa Francesco

Primo: l’annuncio. Lì c’è un annuncio: il Signore è risorto. Quell’annuncio che dai primi tempi dei cristiani andava di bocca in bocca; era il saluto: il Signore è risorto. E le donne, che sono andate per ungere in corpo del Signore, si sono trovate davanti ad una sorpresa. La sorpresa … Gli annunci di Dio sono sempre sorprese, perché il nostro Dio è il Dio delle sorprese. È così fin dall’inizio della storia della salvezza, dal nostro padre Abramo, Dio ti sorprende: “Ma, vai, vai, lascia, vattene dalla tua terra e va”. E Sempre c’è una sorpresa dietro l’altra. Dio non sa fare un annuncio senza sorprenderci. E la sorpresa è ciò che ti commuove il cuore, che ti tocca proprio lì, dove tu non lo aspetti.

Secondo: la fretta. Le donne corrono, vanno di fretta a dire: “Ma, abbiamo trovato questo!”. Le soprese di Dio ci mettono in cammino, subito, senza aspettare. E così corrono per vedere. E Pietro e Giovanni corrono. I pastori, quella notte di Natale, corrono: “Andiamo a Betlemme a vedere questo che ci hanno detto gli angeli”. E la Samaritana, corre per dire alla sua gente: “Questa è una novità: ho trovato un uomo che mi ha detto tutto quello che io ho fatto”. E la gente sapeva le cose che questa aveva fatto. Anche oggi succede. Nei nostri quartieri, nei villaggi quando succede qualcosa di straordinario, la gente corre a vedere. Le sorprese, le buone notizie, si danno sempre così: di fretta. Nel Vangelo c’è uno che si prende un po’ di tempo; non vuole rischiare. Ma il Signore è buono, lo aspetta con amore, è Tommaso. “Io crederò quando vedrò le piaghe” dice. Anche il Signore ha pazienza per coloro che non vanno così di fretta.

L’annuncio-sorpresa, la risposta di fretta e il terzo che io vorrei dirvi oggi è una domanda: “E io? Cosa dice a me la sorpresa? Giovanni e Pietro sono andati di corsa al sepolcro. Di Giovanni il Vangelo ci dice: “Credette “ 

II domenica di Pasqua: la Divina Misericordia

Il tempo pasquale si conclude a Pentecoste, che per S. Agostino è il tempo che anticipa la beatitudine dell’eternità. Papa Francesco così si esprime: “Pasqua: il Signore è come il fiore di mandorlo, il primo fiore di primavera. Prima che vengano gli altri fiori, c’è Lui: Lui che aspetta. Il Signore ci aspetta e quando noi lo cerchiamo, troviamo questa realtà: che è Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore”
La seconda domenica dopo la Pasqua è stata istituita da Giovanni Paolo II come la domenica della Misericordia. Gesù, tramite Santa Faustina Kowalska, ha dato un messaggio semplice e concreto all’umanità. I tre punti cardini del messaggio sono: la festa della Misericordia, la coroncina e l’immagine ormai nota, con i due raggi bianco e rosso; segno del Battesimo e dell’Eucaristia.
Santa Faustina scrisse nel suo Diario che la misericordia è il più grande attributo di Dio. La misericordia e la giustizia di Dio non si contrappongono ma si completano. Dio è giusto perché è misericordioso.
In Dio la misericordia e la giustizia si sono baciate, come afferma il salmo 84: “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo”.

PREGHIERA  A  MARIA

Regina coeli, laetare, alleluia!
Quia quem meruisti portare, alleluia!
Resurrexit sicut dixit, alleluia!
Ora pro nobis Deum, alleluia!

  1. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
    R. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

Preghiamo:

O Dio che nella gloriosa resurrezione del tuo Figlio hai ridonato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia senza fine della vita eterna.  Per Cristo nostro Signore. Amen.

 Gloria al Padre.