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Piccole Note – 9 ottobre 2022

VI DOMENICA DOPO IL MARTIRIO

 «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato» (Mt 10, 40)

Accogliere: un verbo molto pericoloso nel nostro contesto odierno, al solo pronunciarlo crea immediatamente schieramenti opposti. Vogliamo ascoltarlo da cristiani che leggono questo passo del Vangelo, perché qui ricorre quattro volte nello stesso versetto. Gesù afferma che Lui si identifica nel discepolo e che in Lui si accoglie il Padre. Un’immedesimazione che stupisce. Non è raro sentirsi così diversi da Gesù. È vero e Lui lo sa. Ma ha deciso di abitare in noi, di continuare la Sua opera in noi, attraverso di noi.

Riflessioni sulla preghiera                                        1 lezione  

Sappiamo che san Benedetto ci chiede di iniziare qualsiasi cosa con la preghiera: “Per prima cosa, quando tu incominci a fare una qualsiasi opera buona, chiedi con una preghiera molto insistente che sia Egli stesso a portarla a termine” (RB Prol. 4). Questo modo di esprimersi mi sembra riecheggiare quello che san Paolo scrive ai Colossesi: “Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che come ricompensa riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore.” (Col 3,23-24) “Fatela di cuore come per il Signore”. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che fra il nostro cuore e Dio c’è, per così dire, uno spazio da riempire, uno spazio in cui la nostra libertà è chiamata a scegliere cosa ci vuole mettere, o come vuole viverlo. La preghiera con cui la nostra libertà domanda con grandissima insistenza, cioè sempre, vuol dire preparare alla nostra vita, a tutto quello che viviamo e a tutto quello che avviene e avverrà, uno spazio fra il nostro cuore e il Signore. Meglio: uno spazio per il nostro cuore che è il Signore, perché non c’è spazio fuori di Lui. Il nostro cuore, la nostra anima, sono fatti per respirare in uno spazio infinito, e questo spazio è il Cuore di Dio, cioè un Dio che è Amore e che ci ama personalmente, al punto da sapere quanti capelli abbiamo sulla testa. Capiamo allora da subito una cosa: che non si tratta tanto di mettere un po’ di preghiera nella vita, ma di mettere la vita nella preghiera. Si tratta di gettare tutta la nostra vita e la vita del mondo nella preghiera, nel rapporto con il Signore. Quando Gesù, e dopo di Lui tutta la tradizione cristiana, ci chiede di “pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1), prima che di richiamarci a una pratica, ci vuole educare ad avere una coscienza giusta e vera di noi stessi, della nostra vita, di tutta la realtà. Pregare sempre, domandare sempre, significa vivere tutto dentro il rapporto del cuore con il Signore, e quindi mettere e vivere tutto al posto giusto, nella verità. Posso compiere un’azione eroica, ma senza coscienza che tutto è fatto da Dio e per Dio. Allora questa azione eroica è meno vera, meno umana, meno santa che un piccolo gesto, anche ordinario e quotidiano, fatto e vissuto con la coscienza del rapporto col Signore, cioè nella preghiera. La preghiera ci è donata e chiesta per vivere ogni cosa con verità. Perché la verità di noi stessi, di tutti e di tutto è il rapporto con un Dio che ci crea, che ci ama, che è la pienezza della nostra vita

Mauro Lepori Ocist

Centenario della nascita di don Giussani

15 ottobre 2022

«L’istante, da allora, non fu più banalità per me». È la novità che si è introdotta come uno spartiacque nella vita di Luigi Giussani, in prima liceo, quando gli accadde quello che lui chiama “il bel giorno”. L’annuncio cristiano lo ha raggiunto a quindici anni come l’unica risposta all’altezza della nostalgia struggente di infinito che si trovava addosso: quel mistero di se stesso, che, se pur così giovane, percepiva in maniera potente, tanto da fargli sentire amico come nessuno un uomo vissuto duecento anni prima: Giacomo Leopardi. Per un mese, si era immerso letteralmente nelle sue poesie, arrivando a definirlo «il compagno più suggestivo del mio itinerario religioso».
Se Giussani non avesse sentito, in tutta la sua urgenza, in tutta la sua profondità, l’attesa che costituiva il suo cuore, non avrebbe riconosciuto e amato Cristo come la presenza più importante per sé e per il mondo.
L’incontro, tra la sua umanità e Cristo, ha segnato l’inizio e tutto lo svolgersi della storia che Dio ha operato in lui, nel suo pensiero, nel suo apostolato, rendendolo testimone delle parole folgoranti di Giovanni Paolo II: «Non ci sarà fedeltà, se non si troverà nel cuore dell’uomo una domanda per la quale solo Dio offre risposta».
Giussani ha amato appassionatamente la serietà della domanda umana. Quella domanda che, diceva, «si dimentica nel cumulo dei minuti e delle ore della giornata! Quanto andiamo lontani da noi stessi, lungo il corso del cammino del nostro tempo!». E affondava: «Per non “dimenticarsi”, bisogna che la risposta sia presente».
Per tanti, tantissimi, il “bel giorno” è accaduto imbattendosi nella sua vita investita da quel fatto: incarnandolo, nel modo con cui entrava nella realtà, Giussani ha mostrato a tutti che cos’è il cristianesimo: un avvenimento.
                                                                                           da Tracce  ottobre 2022

AVVISI                                                      9 ottobre 2022

Festa della Parrocchia

Oggi celebriamo la festa della nostra comunità e del nostro quartiere: è l’occasione di un incontro tra quanti abitano il quartiere e la presenza della comunità cristiana desiderosa di offrire a tutti un aiuto e una speranza per la vita. 

Santi 

Martedì 11 celebriamo Papa Giovanni XIII e sabato 15 la festa di Santa Teresa d’Avila: a loro affidiamo la vita della Chiesa.

Festa:

Continua oggi la festa della nostra comunità

Alle ore 10.30  S. Messa sul piazzale in Via Conte Verde

Nel pomeriggio a partire dalle ore 16.00 è proposto uno spettacolo teatrale per i ragazzi. A seguire una esibizione spettacolare sul campo da Basket.

Alle ore 17.30 un incontro con esperienze di presenza nei quartieri particolarmente interessanti con riferimenti alla scuola e all’aiuto alle famiglie in difficoltà

Ci si potrà poi fermare a cena e alla sera a un momento di canti insieme.

Lunedì – come è tradizione – alle ore 11.00 si celebrerà una messa per tutti i defunti della parrocchia.

Vi ricordiamo anche la sottoscrizione con numerosi premi come aiuto a sostenere le spese della festa.

In chiesa è in distribuzione il nuovo numero del nostro periodico “Uno sguardo in Dergano” con belle testimonianze e notizie per i prossimi mesi

Un grazie sincero a tutti coloro che con la loro presenza e il loro aiuto generoso hanno permesso la realizzazione della festa.